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SCEGLIERE le RUBINETTERIE quando RISTRUTTURI il BAGNO

Il rubinetto e la regia dell’acqua

Ristrutturare il Bagno non è solo rifare un ambiente di servizio:              è riscrivere il rito della cura personale

C’è stato un tempo in cui il bagno di casa se presente, era lo spazio più modesto dell’abitazione: pochi metri quadrati di servizio, pensati per la funzione, non per il piacere. Oggi non è più così. Nell’abitare contemporaneo, il bagno è diventato una stanza del benessere, un luogo di intimità e rigenerazione, dove l’acqua – elemento primordiale e terapeutico – torna protagonista.

E se l’acqua è la protagonista, il rubinetto è il suo regista silenzioso. Da lui dipende la qualità del gesto, la precisione del flusso, l’equilibrio tra funzionalità, estetica e comfort. Eppure, quando si ristruttura un bagno, il rubinetto è spesso l’ultimo elemento a cui si pensa: piccolo, ma decisivo.

Il termine rubinetto deriva dal francese robinet, diminutivo di robin, cioè “piccolo rubino”. Il nome si riferiva al tappo rosso con cui anticamente si chiudeva il beccuccio dei barili di vino.
Da quell’immagine nasce il concetto moderno: un piccolo dispositivo che “trattiene” e “lascia andare” un fluido prezioso.

Prezioso perché primordiale. L’acqua è la sostanza da cui tutto ha origine: plasma vitale che modella la terra, nutre le piante, attraversa i nostri corpi e li rigenera ogni giorno. È il solo elemento capace di trasformarsi senza mai perdersi — scorrendo, evaporando, condensandosi e tornando ancora a sé — un ciclo continuo che accompagna la storia della vita sul pianeta e la quotidianità di ogni gesto umano. Nel bagno, questo fluido ancestrale ritrova la sua dimensione domestica: diventa materia di cura, di pulizia e di contemplazione, mediata da un piccolo artefice di metallo che ne regola la libertà.

Il principio è lo stesso da secoli: regolare e miscelare il flusso dell’acqua, garantendo temperatura e pressione desiderate. Ma le tecnologie, i materiali e le estetiche si sono evolute al punto da trasformare il rubinetto in un vero microcosmo di ingegneria e design.

Anatomia del rubinetto:

CORPO – CANNA – LEVA

Ogni rubinetto, dal più essenziale al più scultoreo, è composto da tre elementi fondamentali:

  1. Il CORPO – la parte principale, dove avviene la miscelazione dell’acqua calda e fredda;
  2. La CANNA – il “collo” da cui esce il flusso; può essere dritta, arcuata, alta o bassa a seconda della funzione;
  3. La LEVA – il comando manuale, la “gestualità” del rubinetto: leva singola, doppia manopola, crociera o joystick.

Dentro, un piccolo mondo di cartucce ceramiche, guarnizioni, aeratori e valvole garantisce tenuta, scorrevolezza e silenzio. Un microcosmo nascosto, fatto di equilibri e precisioni millimetriche, dove ogni elemento svolge un ruolo invisibile ma vitale. La cartuccia ceramica è il cuore pulsante: due dischi lisci come specchi, che scorrono l’uno sull’altro con la perfezione di un respiro, dosando temperatura e portata con la delicatezza di un gesto umano. Le guarnizioni sono le corde vocali del sistema: trattengono la voce dell’acqua, impedendole di fuggire dove non deve, garantendo silenzio e durata. L’aeratore, posto alla fine della canna, è la sua bocca gentile: miscela aria e acqua per creare un getto morbido, vellutato, che accarezza la pelle e riduce i consumi senza perdere forza. Le valvole, infine, sono i guardiani invisibili del flusso: aprono, chiudono, modulano la pressione come direttori d’orchestra, affinché l’acqua scorra con armonia e senza scosse. Tutti insieme compongono una sinfonia meccanica, dove ingegneria e sensibilità convivono: piccole parti che dialogano tra loro per trasformare la forza dell’acqua in un’esperienza controllata, precisa e silenziosa — un gesto che ogni giorno ripetiamo, senza accorgerci della sua complessità segreta.

Quattro gesti, quattro mondi d’acqua

Ogni rubinetto è un gesto diverso dello stesso rito dove ciascuno interpreta a modo suo il dialogo eterno tra acqua e corpo, tra funzione e emozione, tra tecnica e poesia.

1. Lavabo – il volto dell’acqua

Il rubinetto del lavabo è il primo contatto della giornata con l’acqua e l’ultimo prima del riposo. È il più rappresentativo e visibile della stanza da bagno: ne definisce il linguaggio estetico e ne traduce la personalità. Può essere monoforo, con una sola leva che miscela temperatura e portata, oppure a tre fori, dove due manopole laterali — una per l’acqua calda, una per la fredda — invitano a un gesto più rituale e preciso. Esistono versioni da piano, montate direttamente sul lavabo o sul top, e versioni a parete, che liberano la superficie e trasformano il flusso in una piccola cascata sospesa.
In quest’ultimo caso, l’altezza d’installazione consigliata — misurata dal piano del lavabo al punto di uscita dell’acqua — è in genere compresa tra 20 e 25 centimetri, così da garantire una caduta armoniosa, evitare schizzi e assicurare la massima comodità d’uso. La bocca di erogazione può essere fissa o orientabile, corta o allungata, alta o bassa: la sua forma deve dialogare con quella del lavabo, perché il giusto equilibrio tra altezza, inclinazione e portata evita schizzi, sprechi e disarmonie visive. Nei progetti più raffinati, il rubinetto del lavabo non è solo un oggetto funzionale: è un punto luce metallico, una scultura quotidiana, un piccolo “strumento musicale” che traduce il gesto in suono e movimento.

2. Bidet – la precisione del comfort

Il rubinetto del bidet nasce per un compito discreto ma complesso: offrire comfort, igiene e controllo. È più basso rispetto a quello del lavabo e dotato di bocca inclinata e orientabile, in modo da indirizzare il getto con precisione. La presenza dell’aeratore — spesso orientabile e regolabile — permette di ottenere un flusso morbido, setoso, che avvolge senza spruzzi né eccessi. In più, la dimensione compatta del gruppo lavabo e la possibilità di orientare il getto rendono questo sanitario democraticamente versatile: perfetto tanto per chi appartiene alla scuola “frontale” quanto per gli adepti della scuola “di schiena” — due filosofie di pensiero che, da sempre, dividono il mondo più di qualunque corrente calcistica. La tipologia più comune è il monocomando, ma i modelli classici a due manopole mantengono un fascino retrò perfetto in contesti neoclassici o liberty.
Nel bidet la tecnologia si mette al servizio della delicatezza: le cartucce devono garantire micro-regolazioni sensibili, perché anche un solo grado di differenza può cambiare la percezione del benessere.
Un piccolo rubinetto, dunque, ma con un’anima estremamente tecnica e calibrata, dove ergonomia e sensibilità si fondono.

3. Vasca – la regia del relax

Il rubinetto della vasca da bagno è la quintessenza del piacere: non serve solo a erogare acqua, ma a preparare un momento. Più generoso nelle dimensioni, spesso si compone di un gruppo con deviatore che consente di scegliere tra il riempimento della vasca e l’uso della doccetta a mano. Le configurazioni spaziano dai rubinetti bordo vasca — a uno, due o tre fori, integrati nel piano — fino ai gruppi a pavimento, veri e propri totem di design che si elevano accanto alle vasche freestanding come sculture funzionali.
Le versioni a parete sono più compatte e ideali negli spazi ridotti, dove l’equilibrio tra proporzioni e portata diventa essenziale. Nei modelli più evoluti, il deviatore è integrato nella leva, mentre i sistemi di erogazione possono prevedere bocche a cascata, per un riempimento naturale e scenografico. La vasca è il luogo dove il rubinetto non si limita a servire: orchestra il ritmo del relax, regola la temperatura della quiete.

4. Doccia – la coreografia dell’acqua

Nella doccia, il rubinetto diventa un sistema complesso e integrato.
Il suo compito non è solo quello di aprire e chiudere l’acqua, ma di gestire un’intera coreografia di getti: dal soffione principale alla doccetta a mano, fino ai getti laterali o alle cascate cervicali.
Può essere esterno, con corpo a vista — pratico per interventi di sostituzione o ristrutturazioni parziali — oppure da incasso, più elegante e minimale, con il corpo tecnico murato e solo le leve e le bocche visibili.

Nell’installazione, le altezze sono fondamentali per garantire comfort e funzionalità: il miscelatore va collocato generalmente a circa 100–110 cm dal pavimento finito, in posizione ergonomica rispetto alla mano, mentre il soffione principale si installa a 210–220 cm, così da consentire una caduta d’acqua naturale e uniforme.
Se è prevista una doccetta a mano, il supporto regolabile si posiziona di norma fra 100 e 150 cm, a seconda della configurazione.

I miscelatori meccanici offrono un controllo immediato e diretto, ma il vero salto di qualità avviene con i termostatici, che mantengono costante la temperatura impostata anche se qualcuno apre un altro rubinetto in casa. Nei sistemi più avanzati, i comandi diventano digitali o touch, con memorie di flusso e temperature preimpostate.

Il rubinetto della doccia è quindi il cuore tecnologico del bagno moderno: invisibile ma essenziale, trasforma la forza dell’acqua in benessere calibrato, unendo sicurezza, precisione e sensualità.

Monoforo o tre fori:

la grammatica della tradizione

La distinzione classica tra monoforo (un solo foro, leva unica per acqua calda e fredda) e tre fori (due manopole laterali, bocca centrale) riflette due scuole estetiche:

  • il monoforo è la contemporaneità: gesto rapido, compatto, fluido;
  • il tre fori è la memoria: il piacere del rito lento, della precisione manuale, della simmetria classica.

Entrambi restano attuali, purché coerenti con il progetto d’insieme.

Meccanici o termostatici:

il controllo della temperatura

Nel cuore del rubinetto, la cartuccia è ciò che traduce la volontà del gesto in precisione idraulica.

  • I miscelatori meccanici regolano manualmente portata e temperatura. Sono meno impegnativi e più intuitivi.
  • I termostatici, invece, possiedono un dispositivo interno che mantiene costante la temperatura dell’acqua anche in presenza di variazione di pressione. Sono la scelta ideale per docce e vasche moderne, dove il comfort sensoriale è fondamentale.

Materiali e Tecniche di Produzione

Dietro l’apparente semplicità di un rubinetto si nasconde una filiera sofisticata, che unisce saperi antichi e tecnologie digitali, artigianato e micro-meccanica. Ogni rubinetto è il risultato di una catena di processi che fondono, letteralmente, la materia con la forma.

Si parte da fusioni in ottone o acciaio, le due leghe regine del settore. L’ottone, composto da rame e zinco, è apprezzato per la sua lavorabilità, stabilità dimensionale e resistenza alla corrosione: un materiale nobile che unisce la morbidezza necessaria alla lavorazione con la durezza sufficiente a sopportare pressioni e sbalzi termici. L’acciaio inox, invece, rappresenta la purezza tecnica: igienico, riciclabile, immune da ossidazioni e aggressioni chimiche. La sua compattezza lo rende ideale per ambienti aggressivi e per finiture a vista dove il metallo deve “respirare” senza rivestimenti.

Dalle fusioni grezze si passa alle lavorazioni CNC (Computer Numerical Control), in cui frese e torni a controllo digitale scolpiscono la materia con precisione al decimo di millimetro. È qui che il rubinetto comincia a prendere la sua identità formale: linee tese o morbide, spigoli vivi o raccordi fluidi, curve ergonomiche che nascono da un disegno tridimensionale e si materializzano nella lega.

Segue la sabbiatura, un processo che pulisce e opacizza la superficie, eliminando le impurità e preparando il metallo alle fasi successive.

Poi arrivano le finiture galvaniche — il momento in cui il rubinetto indossa il suo “abito”. Le finiture galvaniche consistono nel deposito di sottili strati metallici (cromo, nichel, rame o oro) tramite immersione in bagni elettrolitici. Ogni metallo aggiunge una qualità diversa:

  • il cromo dona brillantezza e resistenza;
  • il nichel apporta calore visivo e profondità;
  • il rame introduce riflessi vivi e materici;
  • l’oro nobilita, conferendo una luce calda e prestigiosa.

Negli ultimi anni, la tecnologia ha introdotto il PVD (Physical Vapour Deposition), un trattamento in camera a vuoto che fissa le finiture attraverso vaporizzazione di metalli puri. Il risultato è una superficie dieci volte più resistente alle abrasioni e completamente ecologica, perché priva di solventi o agenti chimici. Il PVD ha aperto la strada a una nuova tavolozza di colori: nero grafite, titanio, bronzo, champagne, rame rosato, oro opaco, fino a finiture pastello o satinate che dialogano con i materiali contemporanei come il cemento, il Corian o le resine.

Ma oltre alla tecnologia, resta il gesto umano: la lucidatura manuale, la spazzolatura, il controllo visivo. In molte aziende italiane — vere botteghe industriali — la fase finale è ancora affidata all’occhio e alla mano di chi conosce la materia. Ogni rubinetto viene poi testato individualmente per verificarne la tenuta, la resistenza al calcare, la stabilità cromatica e la risposta alle variazioni termiche, in cicli che simulano anni di utilizzo quotidiano.

Solo allora il metallo diventa oggetto d’acqua. Il risultato è un manufatto che unisce idraulica e gioielleria, meccanica e tattilità: un piccolo capolavoro tecnico pensato per durare decenni e per invecchiare con grazia, come accade ai materiali autentici.
La sua superficie non è solo protezione, ma racconto: lucido come una goccia, satinato come la rugiada, opaco come la pietra levigata dal tempo.

Scegliere la Rubinetteria

Quando si ristruttura un bagno, scegliere la rubinetteria significa decidere il tono del proprio quotidiano. Non è solo una questione di estetica o di budget: è una questione di piacere d’uso.
Il suono dell’acqua, la sensibilità della leva, la coerenza delle forme, il riflesso del metallo al mattino — tutto contribuisce a creare un’esperienza.

Il bagno non è più un “locale di servizio”, ma il luogo privato per eccellenza, lo spazio più intimo della casa, dove ci si prende cura di sé lontano dagli sguardi del mondo in cui l’acqua diventa confine e riparo, gesto di cura e di riconciliazione con sé stessi. E il rubinetto ne è il mediatore, il punto d’incontro fra tecnologia e ritualità, fra l’azione e la quiete.

Ecco perché la rubinetteria non è un accessorio, ma una parte essenziale del bagno, un elemento che ogni giorno entra in contatto con i nostri gesti più abituali. Dalla prima apertura del mattino all’ultimo getto serale, accompagna momenti di cura, abitudine e relax — e, per amor di realismo, anche quelle più fisiologiche necessità che nessun interior designer può ignorare — traducendo la tecnica impiantistica in comfort tangibile.

La sua importanza non risiede solo nell’estetica, ma nella funzionalità invisibile che garantisce efficienza, igiene e risparmio. Un rubinetto ben progettato consente di dosare l’acqua con precisione, di ridurre sprechi energetici, di mantenere costante la temperatura e di offrire ergonomia nel gesto, semplificando la vita quotidiana. La differenza tra un prodotto scelto con attenzione e uno qualunque si misura nel tempo: nella silenziosità del flusso, nella durata delle finiture, nella facilità di pulizia, nella coerenza tra forma e utilizzo.

Scegliere la rubinetteria con criterio significa unire funzionalità e bellezza in un equilibrio duraturo. Non si tratta solo di coordinare forme e colori, ma di comprendere come il design dialoga con lo spazio, come la leva risponde alla mano, come il getto incontra la pelle. Ogni dettaglio — dalla cartuccia interna alla finitura superficiale — incide sulla qualità dell’esperienza e sul piacere d’uso quotidiano. Per questo è importante orientarsi verso prodotti garantiti da marchi affidabili, che offrano almeno cinque anni di garanzia, un servizio di assistenza collaudato e la facile reperibilità dei ricambi: aspetti spesso trascurati, ma determinanti per assicurare nel tempo la stessa sensazione di precisione e comfort del primo utilizzo.

In un bagno pensato con attenzione, anche il rubinetto partecipa all’armonia complessiva: non un oggetto da mostrare, ma uno strumento da vivere. La sua discrezione è la sua forza, e quando funziona bene quasi non lo si nota — segno che sta svolgendo perfettamente il suo compito.

“Aqua vitae vehiculum est.” L’acqua è il veicolo della vita.

 (Lucius Annaeus Seneca)

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narcisio donde
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Vogliamo ringraziare l'Architetto Gianfranco Scatigna per la sua professionalità e coerenza nella ristrutturazione del nostro appartamento. Eravamo molto scettici se eseguire la ristrutturazione completa o parziale e abbiamo deciso di affidarci all'Impresa Scatigna s.r.l, da subito l'Architetto Gianfranco è venuto da noi, ci ha posto domande per capire cosa realmente nol avremmo voluto e alla base delle informazioni ottenute ha elaborato un progetto di intervento per noi eccezionale con il giusto costo di lavorazione, premetto che la nostra è stata una ristrutturazione totale, dai pavimenti, all'abbassamento di una parte del soffitto corridolo, all'impianto elettrico e idrico, con nuovo punto di utilità ricavato nel ex ripostiglio ora adibito a piccola lavanderia. Dobbiamo dire che già dal primo consulto, alla successiva redazione del prospetto costi, alle scelte delle varie soluzioni da poter porre in atto, alla scelta dei materiali e delle successive finiture, ci ha fatto sentire il profumo della * nuova" nostra abitazione. Lo staff che ha lavorato per noi, da Gianfranco a Valentina che ci ha supportato in tutto e per tutto per le nostre necessità dalla scelta dei materiali e loro posa come se fosse la sua abitazione, al geometra Andrea che ha seguito costantemente tutte le fasi di cantiere e lavoro, al Preciso e insuperabile capomastro lAN, a Valter per la parte idraulica, a Ermanno che ha curato tutta la parte elettrica, e tutti coloro che si sono resi molto disponibili e professionali nel loro lavoro eseguito, da segnalare anche la cura che l'impresa ha avuto nelle parti di passaggio condominiale per arrecare il meno possibile disturbo agli altri condomini . A conclusione di questo impegnativo percorso, dobbiamo senza ombra di dubbio ringraziare di tutta cuore, tutto lo Staff dell'impresa Scatigna S.r.l. per la loro professionalità ma soprattutto da evidenziare la loro grande UMANITA' e signorilità nelle loro competenze. Grazie Narcisio e Liliana
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Massimo Brignole
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Abbiamo deciso di ristrutturare un appartamento dove trasferirci; la disposizione degli spazi era di nostro gradimento ma volevamo rinnovare tutto, dai pavimenti agli impianti e contemporaneamente studiare un nuovo arredamento. Abbiamo pensato da subito di avvalerci del servizio ‘chiavi in mano’ per scrollarci di dosso preoccupazioni, impegni e rischi del cercare, ingaggiare e coordinare singoli professionisti; e qui ne servivano parecchi: architetto per consigli su arredi, materiali, illuminazione, impianti ecc., muratori, piastrellisti, parchettisti, tappezzieri, idraulici, elettricisti, posatori, imbianchini…. Valutando le diverse offerte sul mercato, è emersa da subito la completezza dell’offerta dello studio Scatigna, la pluriennale esperienza e, importantissimo elemento a nostro avviso, professionisti facenti parte dello studio, non ‘terzisti’. Sin dal primo incontro abbiamo potuto percepire grande capacità di ascolto e siamo stati accompagnati per mano nella scelta delle soluzioni, dei materiali, colori ecc. Il preventivo è dettagliatissimo e prevede la possibilità di optare per materiali diamond, gold, silver fino a smart, meno costosi ma sempre di primarie aziende del settore (Rab, Novellini, Marazzi ecc.). Siamo partiti con i lavori e anche qui le nostre preoccupazioni sono state subito tacitate: calendario lavori rigoroso e rispettato nei tempi, molta attenzione nella protezione delle parti comuni del condominio tanto che non ci si accorgeva di un cantiere in corso. Mano a mano venivamo aggiornati sull’andamento del cantiere e proposte soluzioni in linea con le problematiche emerse durante i lavori (trattamento intonaco irregolare, brillante soluzione per l’impianto di condizionamento, giusto per fare qualche esempio). Abbiamo vissuto questo periodo con zero pensieri, ci siamo concentrati nel cercare i soprammobili che volevamo, i quadri, gli accessori in genere, divertendoci a girare mezza Italia tra artigiani per il divano ed antiquari per il resto. Mentre eravamo in vacanza avevamo la mente libera, costantemente aggiornati sul regolare procedere dei lavori, ogni telefonata del nostro Tutor era un piacere perché ci faceva ‘vivere’ i lavori senza le relative preoccupazioni ed incombenze. Abbiamo anche apprezzato la capacità dello Studio Scatigna di occuparsi di elementi ‘accessori’ quali la pulizia finale dell’appartamento, imbiancatura e posa resina nel box, installazione lampadari; aspetti secondari ma comunque necessari che ci sono stati sgravati dal cercare il professionista, organizzare il tutto ecc. La qualità dei materiali (piatto doccia, sanitari, mobili bagno, rubinetterie, impianto elettrico, pavimenti, rivestimenti, climatizzatore, porte interne ecc.) e la posa/installazione sono eccellenti, in linea con le più alte aspettative. Ora che siamo giunti alla fine di questa avventura ci mancheranno gli incontri con l’Architetto e la serenità con cui abbiamo vissuto questo percorso, tanto che viene voglia di ricominciare! I consigli che diamo a chi ha avuto la pazienza di leggere tutto questo sono pochi ma dati con passione: 1) affidatevi ad un bravo professionista con esperienza che non subappalti i lavori; 2) al primo incontro guardate negli occhi l’interlocutore, ascoltatene la voce, capirete se racconta una storia che piace ai clienti o se invece sa (e farà) quello che dice. 3) ricordatevi che porre come priorità il risparmio è un errore (e ve lo dice un genovese…) perché il costo di stress, lavori sbagliati, tempi non rispettati o materiali scadenti è di gran lunga superiore a quello che può sembrare; 4) ci mettiamo la faccia, con lo Studio Scatigna spenderete al meglio ogni minuto di tempo ed ogni euro. Mariangela e Massimo
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Ci siamo affidati all'architetto Scatigna perché conoscevamo già la sua impresa, molto apprezzata nella nostra zona e sinonimo di qualità e affidabilità. Non siamo rimasti delusi: fin dall'inizio l'architetto si è dimostrato estremamente disponibile ed esaustivo nelle spiegazioni. Dopo i primi incontri, ci è stato presentato un preventivo chiaro e dettagliato, che è rimasto invariato fino al termine dei lavori. Valentina, l'architetto che ci ha guidato nella scelta dei materiali e che ha supervisionato ogni fase del cantiere, è sempre stata presente e ha coordinato tutto con precisione, sollevandoci da qualsiasi preoccupazione. Gli operai hanno eseguito i lavori con grande accuratezza, senza arrecare disturbo al condominio e mantenendo pulite le aree comuni. Siamo molto soddisfatti del risultato finale: ogni dettaglio è stato curato con attenzione e siamo certi che durerà nel tempo. Ci siamo trovati così bene che abbiamo consigliato la stessa impresa anche a mio padre, che doveva effettuare dei lavori di ristrutturazione.
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Tramite conoscenza mi sono rivolto all' Architetto per rifare tutta la parte del terrazzo con relativa impermeabilizzazione con qualche altro lavoro di contorno. Solo la parte burocratica iniziale rimane un tanto articolata, dovuta anche al fatto che purtroppo per mio lavoro non sono spesso al pc; ma alla partenza dei lavori tutto si è svolto senza problemi e nei tempi prestabiliti. I lavori sono stati curati nei particolari e eseguiti con competenza dai dipendenti che si alternavano nelle varie fasi, riprendendo anche particolari fatti male a suo tempo, con nuovi materiali più performanti. Sicuramente mi rivolgerei di nuovo a loro per eventuali lavori. Grazie ancora
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Alberto Pasanisi
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Mi sono rivolto all'Architetto Scatigna perché già conoscevo la società e le ottime referenze. Tutto è stato perfetto. Dalla prima analisi dei bisogni che ha permesso di definire un progetto perfettamente adatto alle esigenze, fino alla scelta accurata delle finiture, dei colori, degli arredi, all'esecuzione dei lavori. La cura del dettaglio nella fase di progettazione è stata eccezionale. Quando i lavori sono iniziati, conoscevo esattamente il risultato, le tempistiche ed il budget. Lavori rapidi, realizzati benissimo, rispetto del planning, aggiornamenti continui, con una tutor disponibile e attenta. La preparazione della documentazione tecnica e amministrativa, la richiesta dei permessi e autorizzazioni varie è stata svolta perfettamente, senza che dovessi preoccuparmene. Idem per la certificazione fiscale! Insomma, un "chiavi in mano" perfetto, con un vero progetto architettonico, tanti consigli utili, un accompagnamento totale che mi ha reso semplice un periodo solitamente complicato come quello dei lavori in casa. Consiglio vivamente Scatigna a tutti coloro che vogliono ristrutturare casa!!! Semplicemente, GRAZIE!
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Elena Uboldi
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Ci siamo rivolti all’Architetto Scatigna dopo aver letto le eccellenti recensioni e … dobbiamo dire … che la scelta è stata davvero azzeccata. Siamo stati seguiti passo dopo passo durante tutto il percorso di ristrutturazione completa del ns appartamento, senza mai sentirci abbandonati. Tutti i lavori eseguiti sono stati certificati Un doveroso Grazie ….. …. all’Architetto che ci ha guidato nelle fasi iniziali di progettazione, ci ha ispirato fiducia e serietà fin dal primo incontro. Ci ha consigliato con precisione e molta preparazione sull’aspetto delle detrazioni fiscali … a Valentina che ci ha seguito, chiarito qualsiasi dubbio o incertezza, consigliato e aiutato nelle scelte dei materiali e nella nuova disposizione dell’appartamento … al capocantiere e a tutte le persone che hanno lavorato e che hanno portato a termine un lavoro davvero eccellente Con loro nulla è lasciato al caso, consigliati al 100% Elena
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Graziella Diodovich
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Ottima azienda, prodotti,assistenza e tempistica Unico lato negativo non si riesce a mettersi in contatto/parlare con amministrazione
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Celestino Malerba
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Per la ristrutturazione della nostra casa ci siamo affidati all'Architetto Scatigna, leggendo le ottime recensioni. Non ci siamo pentiti della scelta anzi,la professionalità dell'Architetto e di tutto il suo Staff è qualcosa di unico. Siamo stati seguiti e consigliati passo dopo passo. Soddisfatti del lavoro finale eseguito nei tempi e senza nessuna brutta sorpresa se non quelle belle, ringraziamo tutti dall'Architetto a Valentina, Federica, il Geometra, tutti gli operai e i professionisti intervenuti, con loro nulla è lasciato al caso. Per la ristrutturazione della vostra casa affidatevi a veri professionisti del settore.
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giovanna coniglio
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Nel 2019/2020 ci siamo affidati all'architetto Scatigna per la ristrutturazione interna della nostra nuova casa, dire che ci siamo trovati bene è riduttivo, professionalità, qualità e competenze tutte di alto livello. Successivamente la parte esterna l'abbiamo affidata ad un'altra società che però si sta rivelando non professionale, in quanto i lavori svolti nn sono stati effettuati a regola d'arte. Oggi a distanza di due anni ci troviamo con problemi abbastanza importanti. Ci siamo rivolti per un consulto tecnico con Scatigna, da professionista, ci ha dato i consigli utili per risolvere la problematica anche se il lavoro nn è stato svolto da lui, senza richiedere un compenso. Avevamo scelto un altra impresa in quanto pensavo che il lavoro da svolgere all'esterno fosse semplice anche per un'impresa più piccola e meno strutturata, ci sbagliavamo, perché la professionalità e la competenza fanno la differenza anche in lavori apparentemente semplici.

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