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RISTRUTTURARE il BAGNO come gesto di cura: un PROGETTO che TRASFORMA un’ABITAZIONE

Nel cuore dell’Alto Olgiatese, in un territorio collinare e morenico ricco di storia e di natura, a breve distanza sia da Como che dal confine italo-svizzero, si trovano luoghi in cui la natura sembra respirare a un ritmo diverso. Le Prealpi non fanno solo da sfondo: insegnano lentezza, misura, silenzio. In questa cornice, al margine di un condominio orizzontale immerso nel verde, una famiglia ha avvertito la necessità di riportare questi stessi valori anche dentro casa. E il percorso è passato attraverso la ristrutturazione di due ambienti che, più di tutti, raccontano la quotidianità: i bagni.

Non erano bagni vecchi, né degradati. Non c’era nulla di rotto, nulla di realmente compromesso. Il loro limite era un altro, più sottile e insieme più profondo: non corrispondevano più al modo di abitare di chi li viveva, non rispecchiavano più la quotidianità, i gesti, le abitudini che nel tempo si erano trasformate. Gli ambienti apparivano come spazi rimasti indietro, incapaci di interpretare la vita che vi si svolgeva. Le distribuzioni erano casuali, nate per necessità e poi cristallizzate senza un vero pensiero; l’estetica, pur ordinata, aveva smarrito una sua ragione, come se non riuscisse più a raccontare chi abitava la casa.

In breve: due luoghi certamente funzionali, capaci di assolvere al compito essenziale, ma privi di quella identità che sola può trasformare un gesto quotidiano lavarsi, prepararsi, prendersi cura di sé in un vero momento di benessere e di appartenenza.

Era chiaro, dunque, che quei due ambienti meritassero una nuova storia: non una semplice sostituzione di materiali, ma un nuovo modo di abitare lo spazio, più vicino ai desideri della famiglia e alla natura silenziosa che circonda la casa. Da questa consapevolezza ha preso forma il progetto, iniziando da quello che, tra i due, custodiva il potenziale più inatteso: il bagno della zona notte.

Il bagno principale, collocato al piano primo, è sempre stato il luogo dell’igiene, del “fare veloce”, del gesto meccanico. L’intervento lo ha trasformato in qualcosa di profondamente diverso: una piccola spa privata, un rifugio, un frammento di pace nel cuore della casa.

Tutto è iniziato da un gesto progettuale fondamentale: ripensare la mappa dello spazio. Là dove un tempo c’era una doccia angusta, oggi si apre un mobile sospeso, luminoso, morbido alla vista.
Là dove un mobile angolare rubava respiro, ora si distende una vasca angolare dalle proporzioni generose: un’interpretazione contemporanea dell’onsen giapponese, pensata non solo per lavarsi, ma per ritrovarsi.

La scelta dei materiali ha fatto il resto, trasformando la stanza in un luogo capace di raccontare una nuova sensibilità. Il pavimento e le pareti non sono più solo superfici, ma diventano una sorta di paesaggio domestico, un codice visivo che introduce una diversa idea di contemporaneità: le grandi lastre 60×60 e 60×120, in finitura lucida effetto Calacatta dorato, riflettono la luce e ampliano lo spazio in modo quasi impercettibile, senza mai imporre la propria presenza. Sono superfici che dilatano, non che dominano; che accolgono, non che mostrano.
Il rivestimento risale con misura e si arresta a quota 120 cm, una scelta intenzionale che permette alla parte superiore delle pareti e al soffitto in legno di dialogare senza interferenze. Ne nasce un’alternanza calibrata tra caldo e freddo, tra la mineralità raffinata della ceramica e la materia viva del legno: un contrappunto visivo che restituisce ritmo, profondità e una percezione più avvolgente dello spazio, come se l’ambiente respirasse di una nuova armonia.

Il mobile sospeso contribuisce in modo decisivo alla leggerezza visiva dell’ambiente, ma lo fa con una sincerità progettuale che non nasconde i suoi limiti strutturali. Pur concepito come elemento sospeso, è infatti sostenuto con una grazia quasi invisibile da sottili elementi di supporto cromato che poggiano delicatamente a terra, garantendo stabilità e sicurezza senza compromettere l’effetto di fluttuazione. Queste linee filanti, leggere ma funzionali, diventano parte del disegno: non ingombrano lo sguardo, non appesantiscono la percezione, anzi accompagnano l’intero volume rendendolo armonioso e credibile.

I cassettoni contenitivi estraibili nella parte bassa ordinano lo spazio con una discrezione quasi coreografica. La loro presenza è misurata, mai invadente: scorrono fluidi, silenziosi, come se conoscessero esattamente il gesto della mano che li apre. Sono volumi essenziali, capaci di accogliere e nascondere senza mai suggerire ingombro, e proprio per questo diventano una sorta di architettura minima della quotidianità. Non impongono un ordine rigido, ma offrono la possibilità di un ordine naturale, spontaneo, quello che nasce quando gli oggetti trovano finalmente il loro posto.

Sopra di essi, il piano in marmo-resina estende una superficie continua, priva di interruzioni, che accompagna lo sguardo con un andamento lento. Le sue linee pure, morbide, levigate sembrano evocare una materia fluida, come se il gesto del progetto avesse fermato un’onda proprio nel momento in cui stava per distendersi. La sensazione è quella di una superficie solida che conserva memoria dell’acqua: un equilibrio raro tra tecnica e poesia, tra usabilità e atmosfera.

A completare la composizione, lo specchio rettangolare retroilluminato si apre come una vera e propria quinta teatrale domestica. La sua luce diffusa, mai violenta costruisce un’atmosfera che è insieme funzionale ed emotiva. È una luce che non colpisce, ma abbraccia; non espone, ma accompagna. Illumina il volto con delicatezza, evitando ombre dure, e allo stesso tempo avvolge l’intera stanza in un bagliore uniforme che sembra provenire da un altrove più ampio. In questo modo, lo specchio non è solo uno strumento, ma un elemento scenografico che definisce la qualità dell’ambiente: un fondale luminoso che sostiene il rito quotidiano del prepararsi, restituendo allo spazio una calma luminosa e un senso di intimità quasi teatrale, ma sempre autentica.

La rubinetteria, nella sua finitura cromata, rappresenta un ritorno all’essenzialità più autentica, quella che non imita il passato ma ne raccoglie il senso più puro. La scelta formale è precisa: linee pulite, proporzioni asciutte, plasticità controllata. Nulla è superfluo, nulla cerca attenzione. È una presenza silenziosa, quasi meditativa, che accompagna i gesti quotidiani con una discrezione rara.

La superficie cromata riflette la luce senza abbagliare, restituendo un riverbero tenue, quasi acquatico, che dialoga con la matericità del marmo-resina e con la luminosità delle superfici ceramiche. Il loro funzionamento, fluido e privo di scatti, ha qualcosa di profondamente “zen”: l’acqua arriva morbida, senza frastuono, come se il rubinetto stesso avesse imparato il ritmo tranquillo del bagno. È un oggetto che non vuole essere protagonista, ma sa che proprio nella sua qualità sottesa risiede la misura dell’intero ambiente.

L’illuminazione fa un lavoro altrettanto fondamentale, e lo fa con una leggerezza che sembra quasi invisibile. La linea luminosa continua che corre tra parete e soffitto non è un semplice dettaglio tecnico, ma una scelta poetica prima ancora che funzionale. Essa rompe la tradizionale gerarchia delle fonti di luce, lampade, appliques, spot per costruire un bagliore diffuso, avvolgente, quasi atmosferico.

La luce non arriva da un punto, ma da un’idea: scorre in modo uniforme lungo la stanza, eliminando le ombre dure, ammorbidendo gli spigoli, accompagnando i materiali senza sovrastarli. È un tipo di illuminazione che non invade lo spazio, ma lo interpreta; non impone un tono, ma lo suggerisce con discrezione.

Il risultato è un “cielo interno”, un orizzonte luminoso che sembra respirare insieme al legno del soffitto e alla brillantezza delle superfici ceramiche. In questo bagno, la luce non è mai soltanto luce: è una presenza, un clima, un’atmosfera. È ciò che permette allo spazio di essere veramente completo, capace di accogliere il corpo ma anche lo stato d’animo di chi lo abita.

Al centro di questa trasformazione, come un gesto dichiarato ma mai ostentato, la vasca angolare da 135×135 è diventata l’indiscussa protagonista del nuovo spazio. La sua presenza non è un semplice cambio funzionale: è un segno, un modo di ridefinire il tempo domestico. La vasca non si limita a occupare un angolo; lo trasfigura. Accoglie il corpo come un contenitore di quiete, trasforma l’acqua in un rito lento, offre una pausa che restituisce profondità ai giorni frenetici.

Le sue dimensioni generose, raccolte ma avvolgenti, disegnano un luogo che invita a restare, a lasciarsi sospendere, a ritrovare un dialogo con sé stessi. È un piccolo onsen domestico, un frammento di cultura dell’acqua che si insinua nella quotidianità e la rinnova. In questo bagno, la vasca diventa non solo un oggetto, ma una soglia emotiva: il luogo dove il gesto del rilassarsi assume la forma di un’esperienza, dove l’acqua non lava soltanto ma accompagna, consola, rallenta.

È qui, più che altrove, che la stanza rivela la sua nuova anima: una stanza che non serve, ma che cura.

E così, con la vasca a segnare il nuovo centro emotivo della casa, il bagno del piano notte ha assunto quella pienezza che prima gli mancava: un luogo che non si attraversa, ma si vive. Una stanza che ha imparato a parlare il linguaggio del benessere, dove materiali, luce e acqua si intrecciano in un equilibrio discreto e necessario.

Ma quando un ambiente trova finalmente la propria armonia, è come se il resto della casa cominciasse a chiederne il riflesso. Nulla resta isolato: la qualità si propaga, si allarga, quasi reclama continuità. È stato naturale, allora, volgere lo sguardo verso il bagno di servizio al piano interrato, uno spazio più tecnico, più umile, e proprio per questo meritevole di un’attenzione nuova. Lì, dove la funzione aveva sempre prevalso sull’estetica, si è aperta la possibilità di una trasformazione altrettanto significativa.

Il bagno di servizio, al piano interrato, non era stato pensato per essere parte dell’intervento. Viveva in una dimensione sua, nascosta, quasi appartata: uno spazio utile, certamente necessario, ma privo di quella voce che il piano superiore aveva appena ritrovato. Eppure, come accade quando un ambiente della casa si rigenera profondamente, l’armonia conquistata al piano primo ha iniziato a risuonare più in basso, quasi chiedendo che anche questo luogo, così spesso sacrificato, trovasse una sua misura nuova.

Qui la sfida era diversa, più pratica ma non meno delicata: creare funzionalità senza compromessi, ma senza rinunciare a un senso estetico che fosse discreto, misurato, capace di accompagnare gli usi quotidiani senza appesantire lo sguardo. Il progetto ha trasformato la stanza in ciò che prometteva da sempre di essere: un ambiente pratico, attrezzato, ordinato, in cui ogni gesto trova finalmente una facilitazione naturale.

Il nuovo lavabo-lavatoio è un oggetto equilibrato, progettato con attenzione per evitare l’effetto troppo tecnico o improvvisato che spesso accompagna questi spazi. Accanto, l’armadiatura attrezzata organizza la colonna lavatrice–asciugatrice come un piccolo meccanismo di precisione, dando luogo a una parete capace di contenere molto senza apparire ingombrante. La doccia, finalmente ampia e comoda, si impone con una logica semplice: è il risultato della scelta, intelligente e coerente di trasferire la vasca al piano superiore, dando a entrambi i bagni il ruolo che meglio li rappresenta.

Anche la distribuzione degli impianti è stata ripensata con attenzione, così che lo spazio apparisse leggibile e ordinato, senza quella sensazione di provvisorietà che spesso caratterizza i locali di servizio. Tutto è stato raccolto, razionalizzato, pacificato, come se la stanza avesse finalmente trovato una sua grammatica funzionale.

C’è poi una ragione molto concreta che ha reso questa scelta ancora più sensata: intervenire su entrambi i bagni nello stesso momento ha permesso di evitare la frammentazione tipica dei lavori fatti a distanza di mesi o anni. Un secondo cantiere avrebbe inevitabilmente significato nuovi allestimenti, nuove protezioni, nuovo materiale da movimentare, nuove giornate di rumori, polvere e operai in casa. E quando si vive in un’abitazione, ogni volta che si apre un cantiere si riapre anche un certo livello di stress: bisogna spostare oggetti, riorganizzare i ritmi della famiglia, convivere con tempi tecnici e inevitabili piccole limitazioni.

Affrontare tutto in un unico intervento ha permesso invece di concentrare gli sforzi, riducendo drasticamente i tempi complessivi, ottimizzando le maestranze e rendendo più fluida la gestione logistica. Non solo: ha consentito anche di avere una visione unica e coerente del progetto, evitando quegli aggiustamenti successivi che spesso si rivelano più costosi e meno precisi.

La famiglia ha così potuto vivere un solo periodo di lavori più breve, più lineare, più facile da organizzare ottenendo in cambio la trasformazione simultanea di due spazi fondamentali della casa. Niente doppi cantieri, niente doppi disagi, niente doppi ingressi di polvere. Solo un processo continuo, coordinato e sorprendentemente più sereno, che ha moltiplicato l’efficienza e ridotto drasticamente la fatica emotiva di un intervento edilizio.

Ristrutturare due bagni non è stato, in questa casa prealpina, un semplice atto di rinnovamento. È stato piuttosto un gesto di ascolto: verso la famiglia che la abita, verso la natura che la circonda, verso la luce che filtra dalle montagne e disegna il ritmo delle giornate.

Il bagno del piano notte ha ritrovato la sua vocazione più intima, trasformandosi in uno spazio in cui l’acqua diventa pausa, rifugio, respiro. Il bagno di servizio, spesso relegato alla sola praticità, ha finalmente conquistato una sua dignità funzionale ed estetica, diventando un luogo ordinato, efficiente, pacificato. Insieme, questi due ambienti hanno ricomposto una continuità domestica che prima mancava: due stanze diverse, ma unite da una stessa qualità di cura e di attenzione.

Il risultato finale non riguarda soltanto la bellezza degli ambienti, ma qualcosa di più sottile e duraturo: la possibilità di vivere la casa con un benessere nuovo, in cui ogni gesto, dal prepararsi la mattina al prendersi un momento di tregua la sera, trova un luogo adatto a sé.

In fondo, ogni ristrutturazione di valore non trasforma mai davvero le stanze: trasforma il modo in cui le stanze ci fanno sentire. E in questo progetto, dove materiali, luce e proporzioni hanno lavorato insieme, questa trasformazione è diventata tangibile, concreta, quasi inevitabile.

(Carlo Scarpa)

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narcisio donde
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Vogliamo ringraziare l'Architetto Gianfranco Scatigna per la sua professionalità e coerenza nella ristrutturazione del nostro appartamento. Eravamo molto scettici se eseguire la ristrutturazione completa o parziale e abbiamo deciso di affidarci all'Impresa Scatigna s.r.l, da subito l'Architetto Gianfranco è venuto da noi, ci ha posto domande per capire cosa realmente nol avremmo voluto e alla base delle informazioni ottenute ha elaborato un progetto di intervento per noi eccezionale con il giusto costo di lavorazione, premetto che la nostra è stata una ristrutturazione totale, dai pavimenti, all'abbassamento di una parte del soffitto corridolo, all'impianto elettrico e idrico, con nuovo punto di utilità ricavato nel ex ripostiglio ora adibito a piccola lavanderia. Dobbiamo dire che già dal primo consulto, alla successiva redazione del prospetto costi, alle scelte delle varie soluzioni da poter porre in atto, alla scelta dei materiali e delle successive finiture, ci ha fatto sentire il profumo della * nuova" nostra abitazione. Lo staff che ha lavorato per noi, da Gianfranco a Valentina che ci ha supportato in tutto e per tutto per le nostre necessità dalla scelta dei materiali e loro posa come se fosse la sua abitazione, al geometra Andrea che ha seguito costantemente tutte le fasi di cantiere e lavoro, al Preciso e insuperabile capomastro lAN, a Valter per la parte idraulica, a Ermanno che ha curato tutta la parte elettrica, e tutti coloro che si sono resi molto disponibili e professionali nel loro lavoro eseguito, da segnalare anche la cura che l'impresa ha avuto nelle parti di passaggio condominiale per arrecare il meno possibile disturbo agli altri condomini . A conclusione di questo impegnativo percorso, dobbiamo senza ombra di dubbio ringraziare di tutta cuore, tutto lo Staff dell'impresa Scatigna S.r.l. per la loro professionalità ma soprattutto da evidenziare la loro grande UMANITA' e signorilità nelle loro competenze. Grazie Narcisio e Liliana
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Massimo Brignole
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Abbiamo deciso di ristrutturare un appartamento dove trasferirci; la disposizione degli spazi era di nostro gradimento ma volevamo rinnovare tutto, dai pavimenti agli impianti e contemporaneamente studiare un nuovo arredamento. Abbiamo pensato da subito di avvalerci del servizio ‘chiavi in mano’ per scrollarci di dosso preoccupazioni, impegni e rischi del cercare, ingaggiare e coordinare singoli professionisti; e qui ne servivano parecchi: architetto per consigli su arredi, materiali, illuminazione, impianti ecc., muratori, piastrellisti, parchettisti, tappezzieri, idraulici, elettricisti, posatori, imbianchini…. Valutando le diverse offerte sul mercato, è emersa da subito la completezza dell’offerta dello studio Scatigna, la pluriennale esperienza e, importantissimo elemento a nostro avviso, professionisti facenti parte dello studio, non ‘terzisti’. Sin dal primo incontro abbiamo potuto percepire grande capacità di ascolto e siamo stati accompagnati per mano nella scelta delle soluzioni, dei materiali, colori ecc. Il preventivo è dettagliatissimo e prevede la possibilità di optare per materiali diamond, gold, silver fino a smart, meno costosi ma sempre di primarie aziende del settore (Rab, Novellini, Marazzi ecc.). Siamo partiti con i lavori e anche qui le nostre preoccupazioni sono state subito tacitate: calendario lavori rigoroso e rispettato nei tempi, molta attenzione nella protezione delle parti comuni del condominio tanto che non ci si accorgeva di un cantiere in corso. Mano a mano venivamo aggiornati sull’andamento del cantiere e proposte soluzioni in linea con le problematiche emerse durante i lavori (trattamento intonaco irregolare, brillante soluzione per l’impianto di condizionamento, giusto per fare qualche esempio). Abbiamo vissuto questo periodo con zero pensieri, ci siamo concentrati nel cercare i soprammobili che volevamo, i quadri, gli accessori in genere, divertendoci a girare mezza Italia tra artigiani per il divano ed antiquari per il resto. Mentre eravamo in vacanza avevamo la mente libera, costantemente aggiornati sul regolare procedere dei lavori, ogni telefonata del nostro Tutor era un piacere perché ci faceva ‘vivere’ i lavori senza le relative preoccupazioni ed incombenze. Abbiamo anche apprezzato la capacità dello Studio Scatigna di occuparsi di elementi ‘accessori’ quali la pulizia finale dell’appartamento, imbiancatura e posa resina nel box, installazione lampadari; aspetti secondari ma comunque necessari che ci sono stati sgravati dal cercare il professionista, organizzare il tutto ecc. La qualità dei materiali (piatto doccia, sanitari, mobili bagno, rubinetterie, impianto elettrico, pavimenti, rivestimenti, climatizzatore, porte interne ecc.) e la posa/installazione sono eccellenti, in linea con le più alte aspettative. Ora che siamo giunti alla fine di questa avventura ci mancheranno gli incontri con l’Architetto e la serenità con cui abbiamo vissuto questo percorso, tanto che viene voglia di ricominciare! I consigli che diamo a chi ha avuto la pazienza di leggere tutto questo sono pochi ma dati con passione: 1) affidatevi ad un bravo professionista con esperienza che non subappalti i lavori; 2) al primo incontro guardate negli occhi l’interlocutore, ascoltatene la voce, capirete se racconta una storia che piace ai clienti o se invece sa (e farà) quello che dice. 3) ricordatevi che porre come priorità il risparmio è un errore (e ve lo dice un genovese…) perché il costo di stress, lavori sbagliati, tempi non rispettati o materiali scadenti è di gran lunga superiore a quello che può sembrare; 4) ci mettiamo la faccia, con lo Studio Scatigna spenderete al meglio ogni minuto di tempo ed ogni euro. Mariangela e Massimo
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alessandra torri
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Ci siamo affidati all'architetto Scatigna perché conoscevamo già la sua impresa, molto apprezzata nella nostra zona e sinonimo di qualità e affidabilità. Non siamo rimasti delusi: fin dall'inizio l'architetto si è dimostrato estremamente disponibile ed esaustivo nelle spiegazioni. Dopo i primi incontri, ci è stato presentato un preventivo chiaro e dettagliato, che è rimasto invariato fino al termine dei lavori. Valentina, l'architetto che ci ha guidato nella scelta dei materiali e che ha supervisionato ogni fase del cantiere, è sempre stata presente e ha coordinato tutto con precisione, sollevandoci da qualsiasi preoccupazione. Gli operai hanno eseguito i lavori con grande accuratezza, senza arrecare disturbo al condominio e mantenendo pulite le aree comuni. Siamo molto soddisfatti del risultato finale: ogni dettaglio è stato curato con attenzione e siamo certi che durerà nel tempo. Ci siamo trovati così bene che abbiamo consigliato la stessa impresa anche a mio padre, che doveva effettuare dei lavori di ristrutturazione.
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Tramite conoscenza mi sono rivolto all' Architetto per rifare tutta la parte del terrazzo con relativa impermeabilizzazione con qualche altro lavoro di contorno. Solo la parte burocratica iniziale rimane un tanto articolata, dovuta anche al fatto che purtroppo per mio lavoro non sono spesso al pc; ma alla partenza dei lavori tutto si è svolto senza problemi e nei tempi prestabiliti. I lavori sono stati curati nei particolari e eseguiti con competenza dai dipendenti che si alternavano nelle varie fasi, riprendendo anche particolari fatti male a suo tempo, con nuovi materiali più performanti. Sicuramente mi rivolgerei di nuovo a loro per eventuali lavori. Grazie ancora
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Alberto Pasanisi
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Mi sono rivolto all'Architetto Scatigna perché già conoscevo la società e le ottime referenze. Tutto è stato perfetto. Dalla prima analisi dei bisogni che ha permesso di definire un progetto perfettamente adatto alle esigenze, fino alla scelta accurata delle finiture, dei colori, degli arredi, all'esecuzione dei lavori. La cura del dettaglio nella fase di progettazione è stata eccezionale. Quando i lavori sono iniziati, conoscevo esattamente il risultato, le tempistiche ed il budget. Lavori rapidi, realizzati benissimo, rispetto del planning, aggiornamenti continui, con una tutor disponibile e attenta. La preparazione della documentazione tecnica e amministrativa, la richiesta dei permessi e autorizzazioni varie è stata svolta perfettamente, senza che dovessi preoccuparmene. Idem per la certificazione fiscale! Insomma, un "chiavi in mano" perfetto, con un vero progetto architettonico, tanti consigli utili, un accompagnamento totale che mi ha reso semplice un periodo solitamente complicato come quello dei lavori in casa. Consiglio vivamente Scatigna a tutti coloro che vogliono ristrutturare casa!!! Semplicemente, GRAZIE!
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Elena Uboldi
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Ci siamo rivolti all’Architetto Scatigna dopo aver letto le eccellenti recensioni e … dobbiamo dire … che la scelta è stata davvero azzeccata. Siamo stati seguiti passo dopo passo durante tutto il percorso di ristrutturazione completa del ns appartamento, senza mai sentirci abbandonati. Tutti i lavori eseguiti sono stati certificati Un doveroso Grazie ….. …. all’Architetto che ci ha guidato nelle fasi iniziali di progettazione, ci ha ispirato fiducia e serietà fin dal primo incontro. Ci ha consigliato con precisione e molta preparazione sull’aspetto delle detrazioni fiscali … a Valentina che ci ha seguito, chiarito qualsiasi dubbio o incertezza, consigliato e aiutato nelle scelte dei materiali e nella nuova disposizione dell’appartamento … al capocantiere e a tutte le persone che hanno lavorato e che hanno portato a termine un lavoro davvero eccellente Con loro nulla è lasciato al caso, consigliati al 100% Elena
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Graziella Diodovich
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Ottima azienda, prodotti,assistenza e tempistica Unico lato negativo non si riesce a mettersi in contatto/parlare con amministrazione
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Celestino Malerba
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Per la ristrutturazione della nostra casa ci siamo affidati all'Architetto Scatigna, leggendo le ottime recensioni. Non ci siamo pentiti della scelta anzi,la professionalità dell'Architetto e di tutto il suo Staff è qualcosa di unico. Siamo stati seguiti e consigliati passo dopo passo. Soddisfatti del lavoro finale eseguito nei tempi e senza nessuna brutta sorpresa se non quelle belle, ringraziamo tutti dall'Architetto a Valentina, Federica, il Geometra, tutti gli operai e i professionisti intervenuti, con loro nulla è lasciato al caso. Per la ristrutturazione della vostra casa affidatevi a veri professionisti del settore.
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giovanna coniglio
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Nel 2019/2020 ci siamo affidati all'architetto Scatigna per la ristrutturazione interna della nostra nuova casa, dire che ci siamo trovati bene è riduttivo, professionalità, qualità e competenze tutte di alto livello. Successivamente la parte esterna l'abbiamo affidata ad un'altra società che però si sta rivelando non professionale, in quanto i lavori svolti nn sono stati effettuati a regola d'arte. Oggi a distanza di due anni ci troviamo con problemi abbastanza importanti. Ci siamo rivolti per un consulto tecnico con Scatigna, da professionista, ci ha dato i consigli utili per risolvere la problematica anche se il lavoro nn è stato svolto da lui, senza richiedere un compenso. Avevamo scelto un altra impresa in quanto pensavo che il lavoro da svolgere all'esterno fosse semplice anche per un'impresa più piccola e meno strutturata, ci sbagliavamo, perché la professionalità e la competenza fanno la differenza anche in lavori apparentemente semplici.

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