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Ristrutturare Casa: in CUCINA, ISOLA sì o ISOLA no?               

La cucina con isola è uno dei desideri più frequenti di chi ristruttura casa. Piace perché è bella, moderna, conviviale, scenografica. Fa subito pensare a una casa contemporanea, ordinata, elegante, pensata per vivere bene gli spazi.

Ma ti sveliamo un segreto:

non tutte le cucine dovrebbero avere un’isola.

In tanti la immaginano come un sogno a prescindere, salvo poi scoprire che, se lo spazio non è adatto o se non viene progettata bene, l’isola rischia di diventare un ostacolo più che un vantaggio. Una cucina deve infatti essere bella, certo, ma prima ancora deve essere comoda, logica e proporzionata alle abitudini di chi la vive ogni giorno.

Per questo, quando progettiamo una ristrutturazione all inclusive, non partiamo dalla moda del momento, ma da una domanda più concreta:

questa cucina con isola migliorerà davvero la vita quotidiana di chi abita la casa?

Capiamo insieme quando la cucina con isola è una scelta intelligente, cosa conviene mettere sull’isola e quali errori è meglio evitare.

Che cosa significa davvero “cucina con isola”?

Una cucina con isola è uno spazio in cui almeno un blocco operativo o multifunzione si trova staccato dalle pareti e collocato al centro dell’ambiente, o comunque in posizione centrale rispetto al resto della composizione.

In pratica, l’isola è un elemento indipendente che può avere funzioni diverse: può essere un semplice piano di lavoro, può contenere basi e contenitori, può ospitare il piano cottura, il lavabo, una zona snack, oppure combinare più usi.

La differenza rispetto ad una cucina tradizionale è proprio questa: invece di svilupparsi solo lungo le pareti, la cucina si apre verso il centro dello spazio e trasforma l’ambiente in modo più dinamico e conviviale.

Per molti è sinonimo di cucina moderna. In realtà, più che uno stile, è un modo di organizzare lo spazio. E come tutti i modi di organizzare lo spazio, funziona bene solo se nasce da un progetto corretto.

Perché la cucina con isola piace così tanto?

Perché ha tre grandi qualità che oggi contano moltissimo nella casa contemporanea.

La prima è la centralità. L’isola porta la cucina al centro della stanza e spesso anche al centro della vita domestica. Chi cucina non resta più rivolto verso il muro, ma può guardare la famiglia, parlare con gli ospiti, seguire i figli mentre fanno i compiti, partecipare alla conversazione.

La seconda è la convivialità. L’isola non è solo un piano tecnico: diventa un luogo in cui ci si appoggia, si fa colazione, si beve un caffè, si chiacchiera, si lavora al computer, si assaggia mentre qualcuno cucina.

La terza è la qualità estetica. Una cucina con isola, se ben progettata, dà subito un senso di ordine, ampiezza e contemporaneità. Anche una casa non enorme può guadagnare personalità, purché l’isola sia proporzionata e non forzata.

Una cucina con isola è sempre una buona idea?

No. Ed è bene dirlo subito.

L’isola è una bellissima soluzione solo quando lo spazio la consente davvero e quando le abitudini della famiglia la rendono utile. Altrimenti si cade in uno degli errori più diffusi nelle ristrutturazioni: inseguire un’immagine vista su Pinterest o sulle riviste, senza chiedersi se quella soluzione sia adatta alla propria casa.

Una cucina ben riuscita non è quella che copia una foto, ma quella che funziona nella vita reale: quando apri il frigorifero, quando lavi le verdure, quando ti muovi con una pentola in mano, quando sparecchi in fretta, quando in cucina ci sono due persone insieme.

Se l’isola restringe i passaggi, complica i movimenti o costringe a soluzioni scomode, non è un valore aggiunto. È un compromesso.

Qual è la regola fondamentale da rispettare in qualsiasi cucina?

La regola fondamentale è la cosiddetta triangolazione funzionale tra tre aree:

conservare, lavare, cucinare.

In parole semplici: il frigorifero rappresenta la zona della conservazione; il lavabo e la lavastoviglie rappresentano la zona del lavaggio; il piano cottura e il forno rappresentano la zona della preparazione e cottura.

Queste tre aree devono essere collegate tra loro in modo logico e comodo. Non devono essere troppo lontane, ma nemmeno schiacciate una sull’altra. La cucina ideale consente movimenti fluidi, naturali, senza giri inutili e senza incroci scomodi.

La cucina con isola non elimina questa regola. Al contrario: la deve rispettare ancora di più, perché la presenza di un elemento centrale può migliorare il lavoro oppure complicarlo, a seconda di come vengono distribuite le funzioni.

Sull’isola è meglio mettere il piano cottura, il lavabo o solo il piano di lavoro?

Non esiste una risposta unica valida per tutti. Dipende da spazio, impianti, abitudini e stile di vita. Però esistono criteri molto chiari per scegliere bene.

Isola con solo piano di lavoro

È spesso la soluzione più equilibrata, soprattutto nelle case private.

Un’isola lasciata libera come piano di appoggio e preparazione offre tanti vantaggi: è ordinata visivamente, è versatile, si pulisce facilmente,
può diventare punto di appoggio, zona colazione, spazio per impastare, servire o lavorare.

È anche la soluzione meno problematica dal punto di vista tecnico, perché evita la necessità di portare scarichi importanti o sistemi di aspirazione complessi al centro stanza.

Per molte famiglie, soprattutto se cucinano in modo normale e vogliono una cucina elegante ma pratica, questa è la scelta più intelligente.

Isola con piano cottura

È molto scenografica e piace a chi ama cucinare guardando verso la stanza invece che verso la parete.

Ha un vantaggio importante: chi cucina resta in relazione con il resto dell’ambiente. In una zona giorno aperta questo può essere molto piacevole.

Però bisogna fare attenzione a diversi aspetti: serve una cappa efficace, oppure un sistema aspirante integrato ben studiato;
servono impianti predisposti a pavimento; occorre considerare schizzi, vapori, odori e pulizia; la zona cottura richiede sicurezza e una certa distanza da eventuali sedute o passaggi.

Inoltre, un piano cottura su isola non trasforma automaticamente la cucina in una cucina migliore: la rende più centrale e scenografica, ma anche più esposta.

È una buona scelta per chi cucina spesso, ama la convivialità e ha uno spazio davvero adeguato.

Isola con lavabo

È una scelta meno “fotografata”, ma in molti casi molto pratica.

Il lavello è il punto in cui si lavano alimenti, mani, utensili, bicchieri, stoviglie. Se messo sull’isola, permette di lavorare rivolti verso l’ambiente e crea una buona connessione con il piano di lavoro e spesso anche con la lavastoviglie.

Di contro, il lavabo porta con sé acqua, gocce, spugne, detersivi, stoviglie da appoggiare e quindi una maggiore esigenza di ordine continuo. Se ami gli ambienti sempre perfetti e puliti alla vista, devi sapere che un lavabo centrale rende più visibile il lato “vero” della cucina.

Dal punto di vista tecnico, richiede scarichi ben progettati e attenzione ai dettagli esecutivi.

Isola con piano cottura e lavabo

Si può fare, ma non sempre conviene.

Mettere tutto sull’isola può sembrare la soluzione più completa, ma spesso rischia di concentrare troppe funzioni in un unico blocco, togliendo spazio utile di appoggio e rendendo la superficie più affollata.

Una bella isola deve anche poter “respirare”. Se diventa un concentrato di fuochi, acqua, piccoli elettrodomestici e oggetti, perde gran parte della sua forza.

Per questo, salvo casi particolari e metrature generose, è spesso preferibile che l’isola svolga una funzione principale, mantenendo le altre ben collegate ma distribuite altrove.

Qual è la soluzione più pratica nella vita di tutti i giorni?

Per molte famiglie la soluzione più pratica è questa: isola come grande piano di lavoro e convivialità, con zona lavaggio o cottura lungo la parete attrezzata.

Perché funziona? Perché lascia libero il centro operativo, riduce la complessità tecnica, mantiene un’ottima estetica, consente di usare l’isola in tanti modi diversi e rende la cucina più flessibile nel tempo.

In altre parole: l’isola non deve per forza “contenere tutto” per essere utile. Anzi, spesso funziona meglio proprio quando resta semplice e ben proporzionata.

Quando è meglio fare una cucina con isola?

È meglio prevederla quando ci sono alcune condizioni favorevoli.

La prima è una metratura adeguata. Non basta avere una stanza “non piccola”. Serve uno spazio in cui, una volta inserita l’isola, restino passaggi comodi, aperture agevoli di ante ed elettrodomestici e libertà di movimento per una o più persone.

La seconda è una distribuzione coerente dell’ambiente. Le cucine con isola funzionano molto bene negli open space, nelle zone giorno ampie o negli ambienti in cui la cucina dialoga con soggiorno e pranzo. In questi casi l’isola aiuta anche a organizzare lo spazio e a creare una separazione leggera tra funzioni diverse.

La terza è la coerenza con le abitudini di chi abita la casa. Se amate cucinare insieme, invitare amici, fare colazioni veloci in cucina, usare il piano come punto di appoggio quotidiano, l’isola può diventare davvero il cuore della casa.

La quarta è la possibilità di progettarla fin dall’inizio della ristrutturazione. Se vuoi lavello o piano cottura sull’isola, occorre predisporre impianti, scarichi, prese, punti luce e aspirazione in modo corretto. Sono scelte da fare a monte, non da improvvisare.

Quando invece è meglio evitare la cucina con isola?

È meglio evitarla quando lo spazio è insufficiente o forzato.

Se la cucina è stretta, se i passaggi diventano sacrificati, se per inserire l’isola devi rinunciare a cassetti utili, al tavolo o a una buona libertà di movimento, è probabile che la scelta non sia giusta.

È meno indicata anche quando la famiglia usa la cucina in modo molto intensivo ma poco “ordinato”, e l’isola finirebbe per trasformarsi nel deposito di tutto ciò che non si sa dove appoggiare.

Inoltre, in alcune case può essere più sensato scegliere una penisola oppure una cucina lineare o ad angolo ben fatta, piuttosto che un’isola inserita a tutti i costi.

L’errore più comune è questo: voler “mettere un’isola” invece di voler “progettare una cucina comoda”. La priorità deve sempre essere la seconda.

Quanto deve essere grande una cucina per ospitare davvero un’isola?

Più che una misura rigida, conta la qualità dello spazio. Però un principio è molto semplice: attorno all’isola devono restare passaggi comodi e veri, non solo teorici.

Se per passare devi girarti di lato, se due persone non riescono ad aprire ante e cassetti insieme, se una lavastoviglie aperta blocca il percorso, la cucina è stata forzata.

In generale, una cucina con isola funziona bene quando: l’ambiente non è solo ampio, ma ben proporzionato; l’isola ha dimensioni coerenti con la stanza; restano percorsi fluidi attorno ad essa; si aprono bene frigorifero, forno, lavastoviglie e basi; si può lavorare in due senza intralciarsi.

La differenza tra una bella isola e una cattiva isola sta spesso tutta lì: nei centimetri di passaggio e nella libertà reale di movimento.

Che differenza c’è tra isola e penisola?

È una domanda molto importante, perché molte persone dicono “voglio l’isola” quando in realtà avrebbero bisogno di una penisola.

L’isola è un elemento staccato da tutto, libero su ogni lato.

La penisola invece è collegata a una parete o a un altro blocco cucina. È come un’estensione della composizione principale.

La penisola è spesso una soluzione più adatta quando: lo spazio non è abbastanza grande per un’isola vera; si vuole una zona snack;
si desidera separare la cucina dal soggiorno; si cerca un compromesso tra estetica contemporanea e praticità.

In molti casi la penisola è la risposta migliore per avere un effetto moderno e conviviale senza sacrificare troppo la funzionalità.

È opportuno allungare l’isola con un tavolo?

Dipende, ma spesso sì, a condizione che sia una scelta coerente e non una somma casuale di elementi.

Un’isola estesa con tavolo può funzionare molto bene quando si vuole: creare continuità tra preparazione e pranzo; avere un punto conviviale più caldo e meno tecnico; alleggerire visivamente la cucina; sostituire o integrare il tavolo tradizionale.

Questa soluzione è interessante soprattutto nelle case in cui la cucina è vissuta come spazio sociale e non solo operativo.

Però va progettata con attenzione. Non basta “attaccare un tavolo” all’isola. Bisogna valutare: proporzioni, altezze, materiali, passaggi, numero reale di persone, frequenza d’uso.

Un’isola con tavolo ben progettata è molto elegante. Una progettata male sembra un’aggiunta improvvisata.

Meglio isola con sgabelli o isola collegata a un vero tavolo?

Dipende dall’uso quotidiano.

Gli sgabelli sono perfetti per colazioni rapide, aperitivi, pause brevi, chiacchiere mentre qualcuno cucina. Hanno un linguaggio più contemporaneo e informale. Sono molto adatti a coppie, single, famiglie dinamiche, case giovani.

Il tavolo vero, invece, è più comodo per pasti completi, per stare seduti a lungo, per i bambini, per gli anziani, per chi usa la cucina anche per lavorare o studiare.

In molte case la scelta migliore non è “o uno o l’altro” in astratto, ma capire come si vive davvero la cucina. Se si fa spesso colazione al volo, gli sgabelli bastano. Se la cucina è il luogo della vita quotidiana, dei compiti, delle cene normali, allora il tavolo resta spesso più comodo.

Quale forma di cucina si adatta meglio all’isola?

Le configurazioni che si adattano meglio all’isola sono principalmente tre.

Cucina lineare + isola

È una delle più eleganti e funzionali. Una parete attrezzata contiene colonne, elettrodomestici e basi operative, mentre l’isola completa la cucina al centro. Funziona molto bene negli open space moderni.

Cucina a L + isola

È una soluzione molto diffusa e spesso molto comoda. La forma a L aiuta a organizzare bene le funzioni lungo due lati, e l’isola aggiunge superficie operativa o conviviale. È spesso una delle configurazioni più equilibrate.

Cucina a U aperta verso l’isola

Può funzionare in ambienti grandi, ma richiede molta attenzione. C’è il rischio di avere troppi elementi e uno spazio troppo carico. Quando è ben studiata, però, offre molta capacità contenitiva e una forte funzionalità.

Quale forma di cucina si adatta meno all’isola?

Si adatta meno all’isola una cucina collocata in un ambiente stretto e lungo, oppure una stanza chiusa di dimensioni ridotte, in cui il blocco centrale finirebbe per ostacolare i movimenti.

Anche le cucine molto piccole, con tante porte, finestre o passaggi obbligati, spesso non sono adatte a un’isola vera. In questi casi è più intelligente progettare bene una cucina lineare, ad angolo o con penisola.

In generale, quando la stanza ha già una geometria complicata, l’isola rischia di complicarla ulteriormente.

In una cucina con isola dove conviene mettere frigorifero, forno e dispensa?

Di norma, frigorifero, colonne forno e dispensa stanno meglio sulla parete attrezzata o in un volume dedicato. Questo per diversi motivi.

Primo: le colonne sono elementi alti e visivamente importanti. Se restano a parete, lasciano l’isola più leggera e ordinata.

Secondo: è più facile costruire una buona triangolazione. Frigorifero, lavaggio e cottura si collegano meglio se gli elementi alti non invadono il centro.

Terzo: l’isola rende al meglio quando mantiene un’immagine pulita, orizzontale, aperta verso l’ambiente.

La cucina con isola è adatta anche a chi cucina poco?

Sì, ma in un modo diverso.

Chi cucina poco ma vive molto la casa può amare l’isola come elemento conviviale, estetico e multifunzione. In questo caso il suo valore non sta tanto nella performance tecnica, quanto nella capacità di organizzare la zona giorno, dare appoggio, offrire posti informali e rendere la cucina più accogliente.

Chi cucina molto, invece, valuterà maggiormente aspetti come distanze operative, piani liberi, capienza dei contenitori, potenza della cappa, facilità di pulizia.

In sostanza, l’isola può essere adatta sia a chi cucina molto sia a chi cucina poco. Cambia il modo in cui va pensata.

Quali sono gli errori più frequenti quando si progetta una cucina con isola?

Il primo errore è farla troppo grande. Una grande isola in una stanza normale può sembrare importante in showroom, ma a casa rischia di soffocare tutto.

Il secondo errore è farla troppo piccola. Un’isola minuscola, schiacciata e senza vera utilità diventa solo un ingombro.

Il terzo è mettere troppe funzioni insieme: fuochi, lavello, snack, prese, oggetti, elettrodomestici, sedute. Il risultato è spesso confuso.

Il quarto è non progettare bene impianti e aspirazione. Quando si ristruttura casa, le scelte su una cucina con isola vanno fatte prima, non dopo.

Il quinto è pensare solo all’estetica. Una cucina si giudica dopo sei mesi di vita vera, non il giorno delle foto.

In una ristrutturazione, perché la cucina con isola va studiata con grande attenzione?

Perché è una delle scelte che coinvolge contemporaneamente:
distribuzione degli spazi, impianti, illuminazione, arredi, abitudini familiari, costi, tempi di cantiere, e qualità finale della casa.

Una cucina con isola non è solo una decisione di gusto. È una decisione progettuale completa. Cambia le tracce impiantistiche, cambia le quote, cambia i percorsi, cambia la posizione dei punti luce, cambia il rapporto tra cucina e soggiorno.

Serve un progetto unico, coerente, pensato insieme, in cui estetica, tecnica e vita quotidiana si parlino davvero.

Quindi: cucina con isola sì o no?

La risposta giusta non è ideologica. Non è “sempre sì” e non è “meglio evitarla”. La risposta giusta è: SI, se migliora davvero il tuo modo di vivere la casa; NO, se è solo una moda che costringe la cucina a diventare meno comoda.

La cucina con isola è una splendida soluzione quando nasce da un progetto ben fatto, proporzionato, realistico e cucito sulle abitudini di chi abita la casa. Quando invece viene inserita per forza, rischia di essere bella da guardare ma faticosa da usare.

La differenza, come quasi sempre nelle ristrutturazioni, non la fa la foto di partenza. La fa il progetto.

La cucina con isola non è semplicemente una scelta di stile: è una scelta che parla del modo in cui vuoi abitare la tua casa. Può diventare il cuore della vita quotidiana, il punto in cui si cucina, si conversa, si condivide. Ma perché funzioni davvero, deve essere progettata con misura, con logica e con attenzione alle abitudini reali della famiglia.

Quando si ristruttura casa, il compito non è inseguire una tendenza, ma trasformare un desiderio in uno spazio bello, pratico e duraturo.

Perché una cucina ben progettata non si limita a fare scena. Ti semplifica la vita, ogni giorno.

 (Virginia Woolf)

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narcisio donde
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Vogliamo ringraziare l'Architetto Gianfranco Scatigna per la sua professionalità e coerenza nella ristrutturazione del nostro appartamento. Eravamo molto scettici se eseguire la ristrutturazione completa o parziale e abbiamo deciso di affidarci all'Impresa Scatigna s.r.l, da subito l'Architetto Gianfranco è venuto da noi, ci ha posto domande per capire cosa realmente nol avremmo voluto e alla base delle informazioni ottenute ha elaborato un progetto di intervento per noi eccezionale con il giusto costo di lavorazione, premetto che la nostra è stata una ristrutturazione totale, dai pavimenti, all'abbassamento di una parte del soffitto corridolo, all'impianto elettrico e idrico, con nuovo punto di utilità ricavato nel ex ripostiglio ora adibito a piccola lavanderia. Dobbiamo dire che già dal primo consulto, alla successiva redazione del prospetto costi, alle scelte delle varie soluzioni da poter porre in atto, alla scelta dei materiali e delle successive finiture, ci ha fatto sentire il profumo della * nuova" nostra abitazione. Lo staff che ha lavorato per noi, da Gianfranco a Valentina che ci ha supportato in tutto e per tutto per le nostre necessità dalla scelta dei materiali e loro posa come se fosse la sua abitazione, al geometra Andrea che ha seguito costantemente tutte le fasi di cantiere e lavoro, al Preciso e insuperabile capomastro lAN, a Valter per la parte idraulica, a Ermanno che ha curato tutta la parte elettrica, e tutti coloro che si sono resi molto disponibili e professionali nel loro lavoro eseguito, da segnalare anche la cura che l'impresa ha avuto nelle parti di passaggio condominiale per arrecare il meno possibile disturbo agli altri condomini . A conclusione di questo impegnativo percorso, dobbiamo senza ombra di dubbio ringraziare di tutta cuore, tutto lo Staff dell'impresa Scatigna S.r.l. per la loro professionalità ma soprattutto da evidenziare la loro grande UMANITA' e signorilità nelle loro competenze. Grazie Narcisio e Liliana
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Massimo Brignole
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Abbiamo deciso di ristrutturare un appartamento dove trasferirci; la disposizione degli spazi era di nostro gradimento ma volevamo rinnovare tutto, dai pavimenti agli impianti e contemporaneamente studiare un nuovo arredamento. Abbiamo pensato da subito di avvalerci del servizio ‘chiavi in mano’ per scrollarci di dosso preoccupazioni, impegni e rischi del cercare, ingaggiare e coordinare singoli professionisti; e qui ne servivano parecchi: architetto per consigli su arredi, materiali, illuminazione, impianti ecc., muratori, piastrellisti, parchettisti, tappezzieri, idraulici, elettricisti, posatori, imbianchini…. Valutando le diverse offerte sul mercato, è emersa da subito la completezza dell’offerta dello studio Scatigna, la pluriennale esperienza e, importantissimo elemento a nostro avviso, professionisti facenti parte dello studio, non ‘terzisti’. Sin dal primo incontro abbiamo potuto percepire grande capacità di ascolto e siamo stati accompagnati per mano nella scelta delle soluzioni, dei materiali, colori ecc. Il preventivo è dettagliatissimo e prevede la possibilità di optare per materiali diamond, gold, silver fino a smart, meno costosi ma sempre di primarie aziende del settore (Rab, Novellini, Marazzi ecc.). Siamo partiti con i lavori e anche qui le nostre preoccupazioni sono state subito tacitate: calendario lavori rigoroso e rispettato nei tempi, molta attenzione nella protezione delle parti comuni del condominio tanto che non ci si accorgeva di un cantiere in corso. Mano a mano venivamo aggiornati sull’andamento del cantiere e proposte soluzioni in linea con le problematiche emerse durante i lavori (trattamento intonaco irregolare, brillante soluzione per l’impianto di condizionamento, giusto per fare qualche esempio). Abbiamo vissuto questo periodo con zero pensieri, ci siamo concentrati nel cercare i soprammobili che volevamo, i quadri, gli accessori in genere, divertendoci a girare mezza Italia tra artigiani per il divano ed antiquari per il resto. Mentre eravamo in vacanza avevamo la mente libera, costantemente aggiornati sul regolare procedere dei lavori, ogni telefonata del nostro Tutor era un piacere perché ci faceva ‘vivere’ i lavori senza le relative preoccupazioni ed incombenze. Abbiamo anche apprezzato la capacità dello Studio Scatigna di occuparsi di elementi ‘accessori’ quali la pulizia finale dell’appartamento, imbiancatura e posa resina nel box, installazione lampadari; aspetti secondari ma comunque necessari che ci sono stati sgravati dal cercare il professionista, organizzare il tutto ecc. La qualità dei materiali (piatto doccia, sanitari, mobili bagno, rubinetterie, impianto elettrico, pavimenti, rivestimenti, climatizzatore, porte interne ecc.) e la posa/installazione sono eccellenti, in linea con le più alte aspettative. Ora che siamo giunti alla fine di questa avventura ci mancheranno gli incontri con l’Architetto e la serenità con cui abbiamo vissuto questo percorso, tanto che viene voglia di ricominciare! I consigli che diamo a chi ha avuto la pazienza di leggere tutto questo sono pochi ma dati con passione: 1) affidatevi ad un bravo professionista con esperienza che non subappalti i lavori; 2) al primo incontro guardate negli occhi l’interlocutore, ascoltatene la voce, capirete se racconta una storia che piace ai clienti o se invece sa (e farà) quello che dice. 3) ricordatevi che porre come priorità il risparmio è un errore (e ve lo dice un genovese…) perché il costo di stress, lavori sbagliati, tempi non rispettati o materiali scadenti è di gran lunga superiore a quello che può sembrare; 4) ci mettiamo la faccia, con lo Studio Scatigna spenderete al meglio ogni minuto di tempo ed ogni euro. Mariangela e Massimo
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Ci siamo affidati all'architetto Scatigna perché conoscevamo già la sua impresa, molto apprezzata nella nostra zona e sinonimo di qualità e affidabilità. Non siamo rimasti delusi: fin dall'inizio l'architetto si è dimostrato estremamente disponibile ed esaustivo nelle spiegazioni. Dopo i primi incontri, ci è stato presentato un preventivo chiaro e dettagliato, che è rimasto invariato fino al termine dei lavori. Valentina, l'architetto che ci ha guidato nella scelta dei materiali e che ha supervisionato ogni fase del cantiere, è sempre stata presente e ha coordinato tutto con precisione, sollevandoci da qualsiasi preoccupazione. Gli operai hanno eseguito i lavori con grande accuratezza, senza arrecare disturbo al condominio e mantenendo pulite le aree comuni. Siamo molto soddisfatti del risultato finale: ogni dettaglio è stato curato con attenzione e siamo certi che durerà nel tempo. Ci siamo trovati così bene che abbiamo consigliato la stessa impresa anche a mio padre, che doveva effettuare dei lavori di ristrutturazione.
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Tramite conoscenza mi sono rivolto all' Architetto per rifare tutta la parte del terrazzo con relativa impermeabilizzazione con qualche altro lavoro di contorno. Solo la parte burocratica iniziale rimane un tanto articolata, dovuta anche al fatto che purtroppo per mio lavoro non sono spesso al pc; ma alla partenza dei lavori tutto si è svolto senza problemi e nei tempi prestabiliti. I lavori sono stati curati nei particolari e eseguiti con competenza dai dipendenti che si alternavano nelle varie fasi, riprendendo anche particolari fatti male a suo tempo, con nuovi materiali più performanti. Sicuramente mi rivolgerei di nuovo a loro per eventuali lavori. Grazie ancora
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Alberto Pasanisi
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Mi sono rivolto all'Architetto Scatigna perché già conoscevo la società e le ottime referenze. Tutto è stato perfetto. Dalla prima analisi dei bisogni che ha permesso di definire un progetto perfettamente adatto alle esigenze, fino alla scelta accurata delle finiture, dei colori, degli arredi, all'esecuzione dei lavori. La cura del dettaglio nella fase di progettazione è stata eccezionale. Quando i lavori sono iniziati, conoscevo esattamente il risultato, le tempistiche ed il budget. Lavori rapidi, realizzati benissimo, rispetto del planning, aggiornamenti continui, con una tutor disponibile e attenta. La preparazione della documentazione tecnica e amministrativa, la richiesta dei permessi e autorizzazioni varie è stata svolta perfettamente, senza che dovessi preoccuparmene. Idem per la certificazione fiscale! Insomma, un "chiavi in mano" perfetto, con un vero progetto architettonico, tanti consigli utili, un accompagnamento totale che mi ha reso semplice un periodo solitamente complicato come quello dei lavori in casa. Consiglio vivamente Scatigna a tutti coloro che vogliono ristrutturare casa!!! Semplicemente, GRAZIE!
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Elena Uboldi
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Ci siamo rivolti all’Architetto Scatigna dopo aver letto le eccellenti recensioni e … dobbiamo dire … che la scelta è stata davvero azzeccata. Siamo stati seguiti passo dopo passo durante tutto il percorso di ristrutturazione completa del ns appartamento, senza mai sentirci abbandonati. Tutti i lavori eseguiti sono stati certificati Un doveroso Grazie ….. …. all’Architetto che ci ha guidato nelle fasi iniziali di progettazione, ci ha ispirato fiducia e serietà fin dal primo incontro. Ci ha consigliato con precisione e molta preparazione sull’aspetto delle detrazioni fiscali … a Valentina che ci ha seguito, chiarito qualsiasi dubbio o incertezza, consigliato e aiutato nelle scelte dei materiali e nella nuova disposizione dell’appartamento … al capocantiere e a tutte le persone che hanno lavorato e che hanno portato a termine un lavoro davvero eccellente Con loro nulla è lasciato al caso, consigliati al 100% Elena
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Graziella Diodovich
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Ottima azienda, prodotti,assistenza e tempistica Unico lato negativo non si riesce a mettersi in contatto/parlare con amministrazione
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Celestino Malerba
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Per la ristrutturazione della nostra casa ci siamo affidati all'Architetto Scatigna, leggendo le ottime recensioni. Non ci siamo pentiti della scelta anzi,la professionalità dell'Architetto e di tutto il suo Staff è qualcosa di unico. Siamo stati seguiti e consigliati passo dopo passo. Soddisfatti del lavoro finale eseguito nei tempi e senza nessuna brutta sorpresa se non quelle belle, ringraziamo tutti dall'Architetto a Valentina, Federica, il Geometra, tutti gli operai e i professionisti intervenuti, con loro nulla è lasciato al caso. Per la ristrutturazione della vostra casa affidatevi a veri professionisti del settore.
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giovanna coniglio
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Nel 2019/2020 ci siamo affidati all'architetto Scatigna per la ristrutturazione interna della nostra nuova casa, dire che ci siamo trovati bene è riduttivo, professionalità, qualità e competenze tutte di alto livello. Successivamente la parte esterna l'abbiamo affidata ad un'altra società che però si sta rivelando non professionale, in quanto i lavori svolti nn sono stati effettuati a regola d'arte. Oggi a distanza di due anni ci troviamo con problemi abbastanza importanti. Ci siamo rivolti per un consulto tecnico con Scatigna, da professionista, ci ha dato i consigli utili per risolvere la problematica anche se il lavoro nn è stato svolto da lui, senza richiedere un compenso. Avevamo scelto un altra impresa in quanto pensavo che il lavoro da svolgere all'esterno fosse semplice anche per un'impresa più piccola e meno strutturata, ci sbagliavamo, perché la professionalità e la competenza fanno la differenza anche in lavori apparentemente semplici.

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