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RISTRUTTURARE CASA: CASE GREEN – Episodio 7 – Detrazioni 65%

Dal 3 agosto 2026 nuove regole per chi riqualifica casa. E nel 2027 potrebbe tornare l’Ecobonus al 65%

Quando a febbraio abbiamo pubblicato l’Episodio 6 della nostra serie dedicata alle Case Green, avevamo lasciato una data cerchiata sul calendario:

3 agosto 2026.

Quella data è arrivata; il Decreto Legislativo 5/2026, con il quale l’Italia ha recepito la RED III, la Direttiva europea sulle energie rinnovabili, è ormai operativo anche per alcune disposizioni che riguardano gli interventi sugli edifici esistenti. Nel frattempo sono diventati operativi anche i nuovi Requisiti Minimi di prestazione energetica, introdotti dal Decreto 28 ottobre 2025.

Infine, proprio in queste ore, il Governo in queste ore sta valutando di riportare nel 2027 l’Ecobonus fino al 65% per alcuni interventi di riqualificazione energetica: cappotti, infissi, pompe di calore, condizionatori, sistemi ibridi, solare termico e schermature solari. Attenzione però: questa è, al momento, soltanto un’ipotesi allo studio per la prossima Manovra, non è ancora una legge approvata.

Ma, mettendo insieme tutte queste novità, la direzione appare sempre più chiara:

Le nostre case dovranno progressivamente consumare meno energia, utilizzarla meglio e produrne una parte sempre maggiore attraverso fonti rinnovabili.

Vediamo allora cosa significa, concretamente, per chi sta pensando di ristrutturare casa.

Case Green: un po’ di ordine

Quando si parla di “Case Green” sembra spesso che esista un’unica grande legge europea che stabilisca cosa dobbiamo fare nelle nostre abitazioni, ma non è così.

Ci sono norme diverse che stanno procedendo parallelamente e che, quando ristrutturiamo una casa, possono incontrarsi. Per te che devi ristrutturare o riqualificare casa, però, non è necessario imparare sigle e numeri di decreti: è molto più utile comprendere tre concetti:

  • il primo riguarda quanto deve essere efficiente la casa: pareti, tetto, serramenti e impianti devono rispettare determinati requisiti energetici;
  • il secondo riguarda come produciamo l’energia che continua a servirci: in alcuni interventi diventa obbligatorio coprirne una parte attraverso fonti rinnovabili;
  • il terzo riguarda quanto lo Stato può aiutarci economicamente a realizzare questi interventi attraverso le detrazioni fiscali.

In altre parole consumare meno, utilizzare più rinnovabili e, forse, incentivare maggiormente chi lo fa.

È su questi tre binari che si sta muovendo la riqualificazione energetica delle nostre case.

Cosa è cambiato dal 3 agosto 2026?

La novità più recente arriva dal D.Lgs. 5/2026, che ha recepito in Italia la RED III. Uno degli effetti più interessanti è l’ampliamento degli obblighi relativi alle Fonti Energetiche Rinnovabili, le cosiddette FER, anche ad alcuni interventi sugli edifici esistenti.

Questo non significa affatto che:

“Da agosto, se ristrutturo casa, devo mettere il fotovoltaico.”

Gli obblighi dipendono dal tipo e dall’entità dell’intervento che realizziamo ed è proprio questa la prima cosa che devi sapere per programmare una riqualificazione energetica:

due lavori che sembrano simili possono essere sottoposti a regole diverse.

Se rifaccio l’impianto di riscaldamento o climatizzazione, cosa cambia?

Se su un edificio esistente realizziamo un intervento che rientra nella ristrutturazione dell’impianto termico, la nuova disciplina prevede che una parte dell’energia necessaria alla climatizzazione provenga da fonti rinnovabili, nell’ordine del 15% della somma dei consumi per la climatizzazione invernale ed estiva.

Ed è importante sottolineare proprio queste ultime parole:

      invernale ed estiva.

La normativa non guarda più soltanto a come riscaldiamo la nostra casa durante l’inverno ma guarda anche a come la raffreschiamo durante l’estate e, considerando quanto sono diventate calde le nostre città negli ultimi anni, non è un particolare secondario.

Se cambio solo la caldaia?

Qui bisogna evitare un equivoco:

Cambiare una caldaia non significa automaticamente ristrutturare l’impianto termico.

La semplice sostituzione di un generatore e la ristrutturazione dell’impianto sono interventi tecnicamente differenti, quindi non devi pensare: “La mia caldaia si è rotta, la sostituisco e automaticamente devo produrre il 15% dell’energia da fonti rinnovabili.”

Non funziona così; bisogna prima capire che tipo di intervento stiamo realmente facendo, ed è proprio per questo che, soprattutto quando l’intervento sull’impianto diventa importante, la scelta non dovrebbe cominciare dal catalogo della nuova caldaia o della pompa di calore, ma da una verifica della casa e dell’impianto esistente.

E se faccio il cappotto termico?

Il cappotto è probabilmente l’esempio migliore per capire come stanno cambiando le regole; infatti, quando isoliamo una casa facciamo una cosa apparentemente molto semplice:

cerchiamo di evitare che disperda energia.

In inverno vogliamo trattenere maggiormente il calore all’interno mentre in estate vogliamo limitare il surriscaldamento; di conseguenza, dopo aver realizzato un cappotto, la nostra casa avrà bisogno di una quantità di energia diversa per essere riscaldata e raffrescata ed è qui che entrano in gioco entrambi gli apparati normativi dei quali stiamo parlando:

  • il nuovo Decreto Requisiti Minimi stabilisce come deve comportarsi energeticamente l’involucro;
  • il D.Lgs. 5/2026 può invece entrare in gioco, quando l’intervento raggiunge determinate caratteristiche, anche per stabilire quanta parte dell’energia necessaria debba essere coperta attraverso fonti rinnovabili.

Un solo intervento, quindi, può coinvolgere due aspetti differenti: quanto riduco il consumo della casa e come produco l’energia che continua a servirmi.

Ma qualsiasi cappotto fa scattare questi obblighi?

No: la normativa energetica ha stabilito che uno dei parametri fondamentali è il superamento del 25% della superficie disperdente riscaldata lorda complessiva dell’edificio.

Successivamente occorre capire se l’intervento ricada nel cosiddetto primo o secondo livello e quali prescrizioni debbano essere applicate ed a te, interessa soprattutto un concetto:

non è la parola “cappotto” a determinare automaticamente gli obblighi. È l’entità dell’intervento che devi realizzare.

E se cambio soltanto gli infissi?

Per gli infissi il discorso è ancora diverso poiché il D.Lgs. 5/2026 non introduce un nuovo obbligo specifico semplicemente perché decidiamo di sostituire le finestre. Questo non significa, però, che nel 2026 non siano cambiate le regole ma che sono operativi i nuovi Requisiti Minimi introdotti dal D.M. 28 ottobre 2025, che intervengono anche sulle prestazioni energetiche dell’involucro e quindi sui requisiti che, nei casi previsti, devono rispettare i nuovi serramenti.

Per semplificare:

  • cappotto e serramenti servono a ridurre l’energia di cui la casa ha bisogno;
  • impianti efficienti servono a utilizzare meglio quell’energia;
  • le fonti rinnovabili servono a produrne una parte in maniera differente.

Tre pezzi dello stesso problema.

Perché non ha più senso scegliere prima il cappotto, poi i serramenti e infine la caldaia

Qui arriviamo probabilmente alla cosa più utile per chi deve davvero ristrutturare casa.

Per anni abbiamo ragionato per singoli problemi:

  • la casa è fredda? Facciamo il cappotto.
  • Gli infissi sono vecchi? Cambiamo gli infissi.
  • La caldaia consuma troppo? Cambiamo la caldaia.
  • D’estate fa caldo? Mettiamo i condizionatori.

Ma una casa non funziona per compartimenti stagni difatti se facciamo il cappotto, cambia la quantità di energia necessaria per riscaldarla; se sostituiamo i serramenti, cambiano nuovamente le dispersioni; se riduciamo drasticamente il fabbisogno energetico, potrebbe cambiare anche la potenza dell’impianto di cui abbiamo realmente bisogno; se installiamo una pompa di calore, diventano importanti il tipo di terminali presenti in casa e le temperature alle quali devono funzionare e se aggiungiamo il fotovoltaico, cambia ancora una volta il bilancio energetico complessivo.

Ogni scelta influenza le altre ed ecco perché la vera evoluzione delle Case Green non consiste semplicemente nell’obbligo di installare questo o quel prodotto ma consiste nel cominciare a considerare la casa come un unico sistema energetico.

Un esempio molto semplice

Immaginiamo un appartamento costruito negli anni Settanta con pareti poco isolate, vecchie finestre e un impianto dimensionato per una casa che disperde molta energia.

Poi interveniamo realizzando un cappotto, cambiando gli infissi, isolando meglio la copertura; a questo punto la casa ha bisogno di molta meno energia.

Probabilmente non ha senso scegliere il nuovo impianto prima di sapere quale sarà il nuovo fabbisogno, eppure è un errore che si commette frequentemente: acquistare prima i singoli prodotti e cercare successivamente di farli convivere.

Il percorso dovrebbe essere esattamente l’opposto: prima capire la casa, poi progettare gli interventi e infine scegliere i prodotti.

Ma devo fare tutto contemporaneamente?

No: una famiglia può sostituire oggi i serramenti, intervenire sull’impianto tra qualche anno e installare successivamente un impianto fotovoltaico, oppure può approfittare del rifacimento della facciata condominiale per realizzare un cappotto.

Non è necessario fare tutto insieme ma è opportuno avere sin dall’inizio una visione d’insieme perché una caldaia o una pompa di calore possono accompagnarci per quindici o vent’anni, i serramenti possono rimanere nella nostra casa per trenta ed un cappotto per molti decenni; quello che realizziamo oggi deve quindi funzionare bene non soltanto alla fine del cantiere, ma anche con gli interventi che potremmo realizzare domani.

E se vivo in condominio?

Naturalmente tutto diventa più complesso perché possiamo avere un impianto centralizzato, un tetto comune, una facciata condominiale, poco spazio per le unità esterne o vincoli che rendono alcune soluzioni difficili da realizzare ed è proprio qui che frasi come “Basta mettere la pompa di calore” oppure “Mettiamo il fotovoltaico” mostrano tutti i loro limiti.

La soluzione migliore per una villetta non è necessariamente quella migliore per un appartamento al quinto piano di un condominio degli anni Sessanta. La riqualificazione energetica deve partire dall’edificio reale, non da quello ideale.

E adesso potrebbe tornare anche l’Ecobonus al 65%

Fin qui abbiamo parlato soprattutto di regole ma chi deve ristrutturare casa ha inevitabilmente un’altra domanda:

quanto mi costa tutto questo?

Secondo quanto anticipato il 13 settembre 2026, il Governo starebbe valutando per la prossima Legge di Bilancio il ritorno di un Ecobonus fino al 65% per alcuni interventi destinati all’efficientamento energetico degli edifici e tra quelli indicati nelle anticipazioni troviamo proprio:

infissi, cappotti termici, pompe di calore e condizionatori, sistemi ibridi, solare termico e schermature solari.

Sono, guarda caso, molti degli interventi dei quali stiamo parlando in questo articolo.

Attenzione: il 65% oggi non esiste

Il nuovo Ecobonus al 65%, al momento in cui scriviamo, è soltanto un’ipotesi allo studio, non è stata approvata una nuova detrazione al 65%, non sappiamo ancora quali saranno esattamente gli interventi ammessi, non conosciamo eventuali limiti di spesa, requisiti o condizioni e non sappiamo neppure quale sarà definitivamente il rapporto tra abitazione principale e altri immobili; tutto questo dovrà essere definito nella prossima Legge di Bilancio.

Quindi attenzione ai titoli:

“Ecobonus al 65%” oggi significa “possibile Ecobonus al 65%”.

Quindi, se devo fare cappotto o infissi, mi conviene aspettare il 2027?

Oggi sarebbe prematuro dirlo perché il regime fiscale del 2026 è una certezza normativa invece il 65% del 2027, è ancora un’ipotesi.

Rinviare una ristrutturazione già programmata soltanto nella speranza di ottenere una detrazione maggiore potrebbe quindi rivelarsi una scelta sbagliata ed allo stesso modo, però, chi sta semplicemente iniziando a programmare un intervento di riqualificazione energetica per il prossimo anno farà bene a seguire con attenzione la prossima Legge di Bilancio.

Solo quando avremo il testo definitivo potremo confrontare ciò che esiste oggi con ciò che esisterà realmente nel 2027, non prima.

Case Green: dove siamo arrivati a settembre 2026?

Facciamo allora il punto; oggi il percorso verso la riqualificazione energetica delle nostre case si sta muovendo su tre livelli:

  • il primo riguarda l’efficienza energetica: i nuovi Requisiti Minimi stabiliscono prestazioni sempre più precise per involucro e impianti;
  • il secondo riguarda le fonti rinnovabili: il D.Lgs. 5/2026, recependo la RED III, amplia gli obblighi FER anche ad alcuni interventi sugli edifici esistenti;
  • il terzo potrebbe essere quello degli incentivi: il Governo sta valutando di riportare fino al 65% l’Ecobonus per alcuni interventi di efficientamento energetico.

Tre strade diverse, che stanno iniziando a convergere verso lo stesso obiettivo e che possiamo riassumere in tre parole:

efficienza, rinnovabili, incentivi.

E la Direttiva europea Case Green?

Naturalmente il percorso non finisce qui poiché la RED III e la Direttiva Case Green – EPBD non sono la stessa cosa in quanto la prima riguarda soprattutto lo sviluppo e l’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili e la seconda guarda più complessivamente alla prestazione energetica degli edifici e al progressivo percorso di decarbonizzazione del patrimonio immobiliare europeo.

Il recepimento e l’attuazione della EPBD continueranno quindi ad aggiungere nuovi tasselli alla normativa italiana che non mancheremo di monitorare.

Cosa devi ricordare se devi ristrutturare casa?

Non serve imparare percentuali, formule e decreti ma sono altre le cose importanti: prima di decidere di fare un cappotto bisogna capire come si comporta energeticamente l’edificio; prima di acquistare una pompa di calore bisogna capire di quale impianto avrà realmente bisogno la casa; prima di sostituire i serramenti bisogna capire come quell’intervento si inserisce nella riqualificazione complessiva e prima di rimandare un lavoro sperando nel 65% bisogna aspettare che il 65% diventi davvero una legge:

prima capire. Poi progettare. Infine, scegliere.

“Fare previsioni è molto difficile, soprattutto sul futuro”.

 (Niels Bohr)

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narcisio donde
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Vogliamo ringraziare l'Architetto Gianfranco Scatigna per la sua professionalità e coerenza nella ristrutturazione del nostro appartamento. Eravamo molto scettici se eseguire la ristrutturazione completa o parziale e abbiamo deciso di affidarci all'Impresa Scatigna s.r.l, da subito l'Architetto Gianfranco è venuto da noi, ci ha posto domande per capire cosa realmente nol avremmo voluto e alla base delle informazioni ottenute ha elaborato un progetto di intervento per noi eccezionale con il giusto costo di lavorazione, premetto che la nostra è stata una ristrutturazione totale, dai pavimenti, all'abbassamento di una parte del soffitto corridolo, all'impianto elettrico e idrico, con nuovo punto di utilità ricavato nel ex ripostiglio ora adibito a piccola lavanderia. Dobbiamo dire che già dal primo consulto, alla successiva redazione del prospetto costi, alle scelte delle varie soluzioni da poter porre in atto, alla scelta dei materiali e delle successive finiture, ci ha fatto sentire il profumo della * nuova" nostra abitazione. Lo staff che ha lavorato per noi, da Gianfranco a Valentina che ci ha supportato in tutto e per tutto per le nostre necessità dalla scelta dei materiali e loro posa come se fosse la sua abitazione, al geometra Andrea che ha seguito costantemente tutte le fasi di cantiere e lavoro, al Preciso e insuperabile capomastro lAN, a Valter per la parte idraulica, a Ermanno che ha curato tutta la parte elettrica, e tutti coloro che si sono resi molto disponibili e professionali nel loro lavoro eseguito, da segnalare anche la cura che l'impresa ha avuto nelle parti di passaggio condominiale per arrecare il meno possibile disturbo agli altri condomini . A conclusione di questo impegnativo percorso, dobbiamo senza ombra di dubbio ringraziare di tutta cuore, tutto lo Staff dell'impresa Scatigna S.r.l. per la loro professionalità ma soprattutto da evidenziare la loro grande UMANITA' e signorilità nelle loro competenze. Grazie Narcisio e Liliana
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Massimo Brignole
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Abbiamo deciso di ristrutturare un appartamento dove trasferirci; la disposizione degli spazi era di nostro gradimento ma volevamo rinnovare tutto, dai pavimenti agli impianti e contemporaneamente studiare un nuovo arredamento. Abbiamo pensato da subito di avvalerci del servizio ‘chiavi in mano’ per scrollarci di dosso preoccupazioni, impegni e rischi del cercare, ingaggiare e coordinare singoli professionisti; e qui ne servivano parecchi: architetto per consigli su arredi, materiali, illuminazione, impianti ecc., muratori, piastrellisti, parchettisti, tappezzieri, idraulici, elettricisti, posatori, imbianchini…. Valutando le diverse offerte sul mercato, è emersa da subito la completezza dell’offerta dello studio Scatigna, la pluriennale esperienza e, importantissimo elemento a nostro avviso, professionisti facenti parte dello studio, non ‘terzisti’. Sin dal primo incontro abbiamo potuto percepire grande capacità di ascolto e siamo stati accompagnati per mano nella scelta delle soluzioni, dei materiali, colori ecc. Il preventivo è dettagliatissimo e prevede la possibilità di optare per materiali diamond, gold, silver fino a smart, meno costosi ma sempre di primarie aziende del settore (Rab, Novellini, Marazzi ecc.). Siamo partiti con i lavori e anche qui le nostre preoccupazioni sono state subito tacitate: calendario lavori rigoroso e rispettato nei tempi, molta attenzione nella protezione delle parti comuni del condominio tanto che non ci si accorgeva di un cantiere in corso. Mano a mano venivamo aggiornati sull’andamento del cantiere e proposte soluzioni in linea con le problematiche emerse durante i lavori (trattamento intonaco irregolare, brillante soluzione per l’impianto di condizionamento, giusto per fare qualche esempio). Abbiamo vissuto questo periodo con zero pensieri, ci siamo concentrati nel cercare i soprammobili che volevamo, i quadri, gli accessori in genere, divertendoci a girare mezza Italia tra artigiani per il divano ed antiquari per il resto. Mentre eravamo in vacanza avevamo la mente libera, costantemente aggiornati sul regolare procedere dei lavori, ogni telefonata del nostro Tutor era un piacere perché ci faceva ‘vivere’ i lavori senza le relative preoccupazioni ed incombenze. Abbiamo anche apprezzato la capacità dello Studio Scatigna di occuparsi di elementi ‘accessori’ quali la pulizia finale dell’appartamento, imbiancatura e posa resina nel box, installazione lampadari; aspetti secondari ma comunque necessari che ci sono stati sgravati dal cercare il professionista, organizzare il tutto ecc. La qualità dei materiali (piatto doccia, sanitari, mobili bagno, rubinetterie, impianto elettrico, pavimenti, rivestimenti, climatizzatore, porte interne ecc.) e la posa/installazione sono eccellenti, in linea con le più alte aspettative. Ora che siamo giunti alla fine di questa avventura ci mancheranno gli incontri con l’Architetto e la serenità con cui abbiamo vissuto questo percorso, tanto che viene voglia di ricominciare! I consigli che diamo a chi ha avuto la pazienza di leggere tutto questo sono pochi ma dati con passione: 1) affidatevi ad un bravo professionista con esperienza che non subappalti i lavori; 2) al primo incontro guardate negli occhi l’interlocutore, ascoltatene la voce, capirete se racconta una storia che piace ai clienti o se invece sa (e farà) quello che dice. 3) ricordatevi che porre come priorità il risparmio è un errore (e ve lo dice un genovese…) perché il costo di stress, lavori sbagliati, tempi non rispettati o materiali scadenti è di gran lunga superiore a quello che può sembrare; 4) ci mettiamo la faccia, con lo Studio Scatigna spenderete al meglio ogni minuto di tempo ed ogni euro. Mariangela e Massimo
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Ci siamo affidati all'architetto Scatigna perché conoscevamo già la sua impresa, molto apprezzata nella nostra zona e sinonimo di qualità e affidabilità. Non siamo rimasti delusi: fin dall'inizio l'architetto si è dimostrato estremamente disponibile ed esaustivo nelle spiegazioni. Dopo i primi incontri, ci è stato presentato un preventivo chiaro e dettagliato, che è rimasto invariato fino al termine dei lavori. Valentina, l'architetto che ci ha guidato nella scelta dei materiali e che ha supervisionato ogni fase del cantiere, è sempre stata presente e ha coordinato tutto con precisione, sollevandoci da qualsiasi preoccupazione. Gli operai hanno eseguito i lavori con grande accuratezza, senza arrecare disturbo al condominio e mantenendo pulite le aree comuni. Siamo molto soddisfatti del risultato finale: ogni dettaglio è stato curato con attenzione e siamo certi che durerà nel tempo. Ci siamo trovati così bene che abbiamo consigliato la stessa impresa anche a mio padre, che doveva effettuare dei lavori di ristrutturazione.
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Tramite conoscenza mi sono rivolto all' Architetto per rifare tutta la parte del terrazzo con relativa impermeabilizzazione con qualche altro lavoro di contorno. Solo la parte burocratica iniziale rimane un tanto articolata, dovuta anche al fatto che purtroppo per mio lavoro non sono spesso al pc; ma alla partenza dei lavori tutto si è svolto senza problemi e nei tempi prestabiliti. I lavori sono stati curati nei particolari e eseguiti con competenza dai dipendenti che si alternavano nelle varie fasi, riprendendo anche particolari fatti male a suo tempo, con nuovi materiali più performanti. Sicuramente mi rivolgerei di nuovo a loro per eventuali lavori. Grazie ancora
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Alberto Pasanisi
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Mi sono rivolto all'Architetto Scatigna perché già conoscevo la società e le ottime referenze. Tutto è stato perfetto. Dalla prima analisi dei bisogni che ha permesso di definire un progetto perfettamente adatto alle esigenze, fino alla scelta accurata delle finiture, dei colori, degli arredi, all'esecuzione dei lavori. La cura del dettaglio nella fase di progettazione è stata eccezionale. Quando i lavori sono iniziati, conoscevo esattamente il risultato, le tempistiche ed il budget. Lavori rapidi, realizzati benissimo, rispetto del planning, aggiornamenti continui, con una tutor disponibile e attenta. La preparazione della documentazione tecnica e amministrativa, la richiesta dei permessi e autorizzazioni varie è stata svolta perfettamente, senza che dovessi preoccuparmene. Idem per la certificazione fiscale! Insomma, un "chiavi in mano" perfetto, con un vero progetto architettonico, tanti consigli utili, un accompagnamento totale che mi ha reso semplice un periodo solitamente complicato come quello dei lavori in casa. Consiglio vivamente Scatigna a tutti coloro che vogliono ristrutturare casa!!! Semplicemente, GRAZIE!
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Elena Uboldi
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Ci siamo rivolti all’Architetto Scatigna dopo aver letto le eccellenti recensioni e … dobbiamo dire … che la scelta è stata davvero azzeccata. Siamo stati seguiti passo dopo passo durante tutto il percorso di ristrutturazione completa del ns appartamento, senza mai sentirci abbandonati. Tutti i lavori eseguiti sono stati certificati Un doveroso Grazie ….. …. all’Architetto che ci ha guidato nelle fasi iniziali di progettazione, ci ha ispirato fiducia e serietà fin dal primo incontro. Ci ha consigliato con precisione e molta preparazione sull’aspetto delle detrazioni fiscali … a Valentina che ci ha seguito, chiarito qualsiasi dubbio o incertezza, consigliato e aiutato nelle scelte dei materiali e nella nuova disposizione dell’appartamento … al capocantiere e a tutte le persone che hanno lavorato e che hanno portato a termine un lavoro davvero eccellente Con loro nulla è lasciato al caso, consigliati al 100% Elena
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Graziella Diodovich
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Ottima azienda, prodotti,assistenza e tempistica Unico lato negativo non si riesce a mettersi in contatto/parlare con amministrazione
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Celestino Malerba
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Per la ristrutturazione della nostra casa ci siamo affidati all'Architetto Scatigna, leggendo le ottime recensioni. Non ci siamo pentiti della scelta anzi,la professionalità dell'Architetto e di tutto il suo Staff è qualcosa di unico. Siamo stati seguiti e consigliati passo dopo passo. Soddisfatti del lavoro finale eseguito nei tempi e senza nessuna brutta sorpresa se non quelle belle, ringraziamo tutti dall'Architetto a Valentina, Federica, il Geometra, tutti gli operai e i professionisti intervenuti, con loro nulla è lasciato al caso. Per la ristrutturazione della vostra casa affidatevi a veri professionisti del settore.
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giovanna coniglio
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Nel 2019/2020 ci siamo affidati all'architetto Scatigna per la ristrutturazione interna della nostra nuova casa, dire che ci siamo trovati bene è riduttivo, professionalità, qualità e competenze tutte di alto livello. Successivamente la parte esterna l'abbiamo affidata ad un'altra società che però si sta rivelando non professionale, in quanto i lavori svolti nn sono stati effettuati a regola d'arte. Oggi a distanza di due anni ci troviamo con problemi abbastanza importanti. Ci siamo rivolti per un consulto tecnico con Scatigna, da professionista, ci ha dato i consigli utili per risolvere la problematica anche se il lavoro nn è stato svolto da lui, senza richiedere un compenso. Avevamo scelto un altra impresa in quanto pensavo che il lavoro da svolgere all'esterno fosse semplice anche per un'impresa più piccola e meno strutturata, ci sbagliavamo, perché la professionalità e la competenza fanno la differenza anche in lavori apparentemente semplici.

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