Come in una serie Netflix (o simili) ogni episodio finisce con una situazione irrisolta, un colpo di scena o una domanda senza risposta, così la Direttiva Casa Green (tecnicamente Epbd: Energy Performance of Buildings Directive) viene rilanciata dalla Commissione Europea per avviare il settore edilizio su un percorso di maggiore efficienza energetica, con un ulteriore pezzo importante del puzzle.
Così come con le serie vogliamo stare al passo con relazioni, riscatti, tradimenti, con la Direttiva Casa Green vogliamo capire cosa dovremmo fare in concreto per adeguare le nostre case.

Nel precedente episodio del 12 aprile 2024 (UE 2024/1275 – EPDB IV, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea l’8 maggio 2024 ed in vigore dal 28 maggio 2024) le regole dell’Unione Europea avevano stabilito questi quattro punti fondamentali:

- Taglio del consumo medio di energia degli edifici del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035. Entro il 2050, scadenza per rendere l’UE climaticamente neutra, con parco residenziale a zero emissioni.
- Stop dal 2025 agli incentivi per Caldaie alimentate solo da combustibile fossile. Abbandono delle Caldaia a combustibile fossile dal 2040.
- Tutti i nuovi edifici dovranno avere “zero emissioni” (Zero Energy Buildings, Zeb) a partire dal 1° gennaio 2028 per gli edifici di proprietà pubblica e dal 1° gennaio 2030 per tutti gli altri nuovi edifici.
- Esclusione degli immobili vincolati, immobili religiosi, immobili temporanei, gli immobili della difesa, le seconde case utilizzate per meno di quattro mesi l’anno e gli immobili sotto i 50 m2.
Con questi punti fondamentali da recepire per gli stati membri entro il 29 maggio 2026, sono state quindi definite le strategie per migliorare la prestazione energetica degli edifici, con l’obiettivo di contribuire al raggiungimento dei traguardi climatici del green deal europeo. Sono stati stabiliti una serie di propositi e requisiti che consentiranno di riqualificare adeguatamente, entro il 2050, il patrimonio immobiliare europeo.

La Commissione europea ha quindi pubblicato lunedì 30 giugno 2025, un pacchetto che include:
- Regolamento Delegato: revisione del metodo di calcolo per edifici nuovi ed esistenti.
- Regolamento di Esecuzione: contiene dettagli operativi, modelli tipo, scadenze, strumenti e dati.
- 13 linee guida: guida su aspetti specifici come requisiti prestazionali, passaporti di ristrutturazione, Attestato Prestazione Energetica, gas fossili, etc…

REGOLAMENTO DELEGATO
Questo atto aggiorna il metodo per calcolare i livelli di prestazione energetica ottimali per gli edifici in termini di costi. Fornisce agli Stati membri dell’UE uno schema di riferimento utile a definire requisiti energetici efficaci dal punto di vista economico per i proprietari di immobili, sia per costruzioni nuove che per edifici già esistenti.
Il metodo tiene conto delle caratteristiche specifiche di ciascun Paese, come la composizione del patrimonio edilizio e le condizioni climatiche locali.
REGOLAMENTO di ESECUZIONE
Questo regolamento introduce modelli standardizzati per la trasmissione dei dati raccolti dalle banche dati nazionali verso l’Osservatorio europeo sul patrimonio edilizio.
L’obiettivo è garantire che l’Osservatorio riceva informazioni armonizzate e affidabili, così da disporre di una base informativa solida e coerente per monitorare i progressi nel settore delle costruzioni a livello europeo.
13 LINEE GUIDA
Requisiti Minimi di Prestazione Energetica e traiettorie di ristrutturazione:
indica standard minimi per gli edifici non residenziali e definisce i percorsi progressivi di ristrutturazione obbligatoria per quelli residenziali (art. 9).
Incentivi finanziari, competenze e barriere di mercato:
suggerisce modelli di incentivi, strumenti di formazione professionale e modalità operative per superare ostacoli nei mercati (art. 17-18).
Attestati di Prestazione Energetica (APE):
linee guida per APE (artt. 19 21, all. V) e definizione di sistemi di verifica esterni (art. 27, all. VI).
Passaporto di Ristrutturazione:
schema per il cosiddetto “passaporto” (art. 12, all. VIII): piano personalizzato per guidare interventi verso la neutralità energetica.
Banche Dati su Prestazione Energetica:
definisce criteri per archivi nazionali (art. 22) su dati relativi agli edifici e ai loro consumi.
Scambio di dati:
procedure tecniche per lo scambio d’informazioni tra database nazionali e osservatorio UE (art. 16).
Edifici a Zero Emissioni:
orientamenti sui requisiti tecnici e normative da seguire per gli edifici NZEB (Nearly Zero Energy Building, artt. 7 e 11).
Energia Solare negli Edifici:
linee guida per integrazione di pannelli solari e sistemi fotovoltaici (art. 10).
Infrastrutture per la Mobilità Sostenibile:
indicazioni sull’installazione di colonnine di ricarica elettrica, parcheggi bici, ecc. (art. 14).
Sistemi tecnici, qualità ambientale interna e ispezioni:
standard per impianti tecnici, criteri di comfort (aria, luce, acustico) e procedure d’ispezione (artt. 13, 23 e 24).
Caldaie a Combustibili Fossili:
direttive transitorie e misure di controllo per caldaie a metano, gasolio, ecc. (art. 13, all. II).
Quadro comune per il Calcolo della Prestazione:
metodologia standardizzata per valutare le prestazioni energetiche (all. I).
Potenziale di Riscaldamento Globale (GWP) nel ciclo di vita:
indicatori LCA (Life Cycle Assessment) per le emissioni legate ai materiali degli edifici nuovi (art. 7, par. 2 e 5).
Ma cosa dovrai fare in concreto?
Questo pacchetto di orientamenti pratici dovrà essere recepito nella legislazione nazionale entro il 14 maggio 2026. La Direttiva Casa Green è entrata in vigore il 28 maggio 2024 e ha iniziato a manifestare la sua operatività con l’ultima Legge di Bilancio, la Legge n°207 del 30 dicembre 2024, con lo stop alle agevolazioni fiscali per le caldaie uniche alimentate da combustibili fossili.

Per capire quali dovranno essere le azioni pratiche di adeguamento alla Direttiva UE Casa Green dovrai però attendere la trasformazione della norma in legge nazionale.
Resta indiscusso che le 13 linee guida trovano attuazione mediante azioni di efficientamento energetico (cappotto termico, serramenti esterni ad alta efficienza, schermature solari ed impianto di ventilazione meccanica) e risparmio energetico (impianto di climatizzazione invernale ed estiva, impianto fotovoltaico, elettrodomestici performanti, collettori solari, scaldacqua a pompa di calore, building automation).

La modalità più accreditata nonché riconosciuta a livello internazionale, per procedere ad azioni di efficientamento e risparmio energetico è il protocollo EnerPHit, standard di riduzione dei consumi energetici ed aumento del comfort abitativo. Nel contesto della Direttiva Case Green (Epbd IV) non sarà obbligatorio ristrutturare secondo il protocollo EnerPHit, ma esso è considerato un modello di riferimento eccellente per raggiungere gli obbiettivi entro il 2030-2050.
Alcuni stati potrebbero inoltre includerlo come criterio premiante per accedere a bonus fiscali, sostegni finanziari, tassazioni agevolate; oltre alla possibilità di ottenere punteggi più alti nell’Attestazione di Prestazione Energetica, con conseguente aumento del valore immobiliare.

Riqualificare energeticamente una casa con protocollo EnerPHit non significa minima flessibilità di risultati e massima efficienza energetica ma flessibilità dei risultati al fine di ottenere la più elevata efficienza energetica dal contesto abitativo esistente, attraverso:
- Isolare pareti, solai, tetto;
- Sostituire infissi con modelli ad alta efficienza energetica;
- Installare sistemi di Ventilazione Meccanica Controllata con recupero di calore;
- Sigillare l’involucro edilizio per evitare spifferi d’aria;
- Eliminazione dei ponti termici per evitare muffe e dispersioni;
- Usare impianti di climatizzazione invernale ed estiva ad alta efficienza.
In attesa dei nuovi passaggi normativi:
“Il prossimo episodio inizierà tra 5… 4… 3…”

“Più della metà del consumo di gas in Europa avviene negli edifici, che sono responsabili di circa il 40% del consumo di energia e delle emissioni. Migliorare la prestazione energetica dei nostri edifici è positivo per il clima e per i nostri cittadini. Una casa più efficiente significa bollette energetiche più basse e una migliore qualità della vita. Le misure che adottiamo oggi aiuteranno gli Stati membri ad attuare il percorso che abbiamo scelto insieme per rendere il settore europeo dell’edilizia decarbonizzato e più competitivo”.
(D. Jørgensen)
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cristina ruggieri lavorgna & gianfranco scatigna architetti
