Un CAPPOTTO è un sistema costituito da più strati funzionali installati l’uno sull’altro, applicati su un supporto (parete o solaio o copertura) al fine di migliorare nella tua casa:
- Il comportamento termico.
- Il benessere termo-igrometrico.
- La protezione acustica.
Inoltre, quando si pensa al cappotto, non si devono assolutamente ignorare tre aspetti:
- Il comportamentoal Fuoco.
- Il comportamentoin Presenza d’Acqua.
- Il comportamentoalla Compressione.
Il Comportamento Termico


Migliorare il Comportamento Termico della tua casa significa renderla capace di ridurre le perdite di calore verso l’esterno in inverno e proteggerla dall’energia solare in estate, quindi:
- Riduzione dei flussi termici attraverso l’involucro edilizio, per non disperderne nel periodo invernale ed evitarne l’ingresso nel periodo estivo;
- Controllo delle temperature superficiali interne, finalizzato al soddisfacimento delle esigenze di comfort termico;
- Riduzione delle fluttuazioni di temperatura in ambienti non climatizzati (climatizzazione invernale ed estiva).
Il comportamento termico di un componente edilizio o di un sistema stratificato viene indicato da due parametri:
- Trasmittanza Termica U cioè quanto flusso termico attraversa il materiale. In Lombardia zona climatica E, il valore ottimale per le pareti al fine di avere accesso alle detrazioni fiscali deve essere ≤ 0,23 W/m2·K.
- Resistenza Termica R, cioè la capacità del materiale di opporsi al passaggio del flusso termico.
Ad esempio indicativamente, un muro a cassetta vuota, tipico delle case costruite tra gli anni ’50 e gli anni 2000, costituito da mattoni (spessore 12cm) e blocchi di laterizio (spessore 8cm) intonacati per 1cm sui lati esterni ed intercapedine (spessore 6cm), ha una Resistenza Termica media pari a 0,76 m2K/W e Trasmittanza Termica media pari a 1,30 W/m2·K; il medesimo muro con sistema cappotto esterno dello spessore di 10cm in pannelli di Polistirene Espanso Sinterizzato (commercialmente denominato EPS) ha una Resistenza Termica media pari a 3,71 m2K/W e Trasmittanza Termica media pari a 0,27 W/m2·K. Questo significa in termini di costi annui di gestione di un fabbisogno termico in pianura padana, ipotizzando comunque la presenza di serramenti esterni ad alta efficienza, di una variazione da 120 kWh/mq all’anno (classe energetica F) a 37 kWh/mq all’anno (classe energetica B): assumendo un costo di 0,275 €/kWh con tariffa monoraria, il costo approssimativo annuo per un appartamento di 90mq nel primo caso è di 2.970,00€ mentre nel secondo caso di 915,75€. Per arrivare alla classe A che al di là della divisione da A4 ad A1, sono gli edifici più eccellenti sul mercato a impatto energetico bassissimo e senza sprechi o dispersione del calore, con un fabbisogno energetico inferiore ai 30 kWh/mq all’anno, lo spessore del coibente deve essere di almeno 15cm.
Maggiore è la Resistenza Termica R, migliore è il Comportamento Termico.
Per le capacità termo-isolanti del cappotto la performance energetica non dipende solo dal singolo pannello isolante, ma dalla modalità con cui i materiali sono uniti a livello stratigrafico. Inoltre è importante tenere conto non solo delle proprietà termo-isolanti ma anche di quelle di accumulo del calore in un certo volume di materiale, poiché tanto più basso è l’accumulo tanto più rapidamente e per distanze brevi (ridotti spessori) si estingue l’effetto isolante.
Il Benessere Termo-igrometrico

Un ruolo importante svolto dai componenti edilizi con finalità termo-isolante è quella relativa ai fenomeni di condensazione, cioè quel processo che è causa della formazione di vapore acqueo sulle pareti.
L’umidità in eccesso nella tua casa è il punto di partenza per lo sviluppo di attività biologiche, dalle quali deriva la formazione di muffe: che sono all’origine di disturbi e danni alla tua salute.
Regola fondamentale che spesso viene dimenticata anche dagli addetti ai lavori quando vengono scelti i materiali per stratificare una parete è la seguente: il vapore acqueo migra spontaneamente da ambienti da dove la sua pressione è maggiore (in inverno, l’interno della tua casa) a dove è minore (in inverno, l’esterno della tua casa) e se lungo questo percorso trova degli strati più freddi, come normalmente accade durante la stagione invernale nel percorso del vapore ad uscire di casa, può condensare all’interno dei muri. Il classico esempio di questo fenomeno che si chiama condensazione interstiziale è quello dell’isolamento interno (o cappotto interno) con assenza di barriera al vapore (da posizionare il più vicino possibile al lato caldo dell’elemento murario che separa l’interno dall’esterno) o anche dell’armadio addossato alla parete che diventa a tutti gli effetti uno strato isolante di elevato spessore (la modalità correttiva raccomanda di tenere l’armadio staccato rispetto alla parete e leggermente sollevato rispetto al pavimento).
La corretta valutazione del fenomeno in termini di entità ed effetti richiede la conoscenza di numerosi parametri, ed è inoltre molto complesso capire e interpretare come questi possano interagire reciprocamente fra loro. Questo significa che isolare dall’interno è sempre molto rischioso e può essere fatto solo dopo attente valutazioni e analisi.
La proprietà che caratterizza il comportamento igrometrico di un materiale è la Resistenza alla Diffusione del Vapore m: materiali con m inferiori a 10 consentono una diffusione elevatissima; da 10 a 50 una diffusione media; da 50 a 500 diffusione limitata (tipo freni al vapore).
La Protezione Acustica

Dal punto di vista acustico un cappotto interviene a tre diversi livelli:
- Sul Fonoassorbimento;
- Sul Fonoisolamento per rumori che si propagano per via aerea;
- Sul Fonoisolamento per rumori che si trasmettono attraverso le strutture.
L’isolamento acustico dell’involucro edilizio si basa sul modello massa-molla-massa che consiste nell’interporre tra due pareti pesanti (le masse: il muro esistente ed un rivestimento rigido di finitura del cappotto), un materiale fonoassorbente (molla: panello fono-isolante, da applicare per la massima efficienza, nell’ambito di ricezione del rumore).

I materiali isolanti più adeguati al fonoisolamento sono quelli ad alta densità.
Il parametro che indica l’attitudine di un elemento costruttivo a ridurre la trasmissione del rumore aereo dall’ambiente disturbante all’ambiente disturbato (tra due stanze contigue) è il Potere Fonoisolante Rw: un valore di Rw positivo indica un isolamento acustico efficace, un valore di Rw pari a 0 dB indica che il materiale o il sistema non ha alcun effetto sull’isolamento acustico, mentre valori negativi di Rw indicano un peggioramento dell’isolamento acustico. Per l’isolamento acustico di facciata il parametro è la Differenza di livelli di rumore rilevati Dls,2m,nT,w tra esterno ed interno e per quanto riguarda il rumore che si propaga sui solai attraverso il calpestio, il parametro utilizzato è quello che indica l’Attenuazione del Livello di Rumore di Calpestio ΔLw. L’unità di misura utilizzata per questi tre parametriè il decibel (dB).
Fenomeno fastidioso e ricorrente è rappresentato dal rumore che si trasmette tra le pareti di separazione di unità abitative confinanti: sempre il nostro muro a cassetta vuota, tipico delle case costruite tra gli anni ’50 e gli anni 2000, costituito da mattoni (spessore 12cm) e blocchi di laterizio (spessore 8cm) intonacati per 1cm sui lati esterni ed intercapedine (spessore 6cm), ha un Potere Fonoisolante Rw pari a 48db circa; il medesimo muro con sistema cappotto in doppio strato di pannelli di lana di vetro (effetto molla) dello spessore di 2+7cm e rivestimento finale con doppia lastra (effetto massa) di gesso rivestito (con ulteriore rivestimento sulla superficie non a vista di una lamina di alluminio per evitare fenomeni di condensa interstiziale) con funzione di placcaggio, ha una Potere Fonoisolante Rw pari a 68db circa.

Il Comportamento al Fuoco

Come tutti i materiali da costruzione, anche quelli isolanti sono soggetti alle seguenti tre classificazioni:
- Reazione al Fuoco, che indica il grado di partecipazione di un materiale al fuoco. Viene espressa in lettere A, B, etc…
- Livello di Produzione di Fumo, intesa come la capacità di un materiale di emettere un insieme visibile di particelle in sospensione nell’aria dopo una combustione. Indicata con la lettera s = smoke.
- Rilascio di Gocce o Particelle Ardenti, intesa come la capacità di un materiale di emettere gocce di materiale fuso dopo l’esposizione al calore. Indicata con la lettera d = drops.

Il comportamento di un materiale in caso di incendio varia a seconda del suo componente di base, delle sostanze a questo aggiunte (resine, leganti, additivi, agenti espandenti) e della sua messa in opera; ad esempio, un materiale combustibile potrebbe presentare un buon comportamento al fuoco se collocato correttamente all’interno della stratificazione edilizia.
Dal 7 luglio 2022 (del 29 agosto 2021 l’incendio della Torre dei Moro di Milano, rivestita di benzina solida secondo il consulente scientifico della Procura) è in vigore il Decreto del Ministro dell’Interno 30 marzo 2022 recante “Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi per le chiusure d’ambito degli edifici civili, ai sensi dell’articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139”, parte integrante del Codice di prevenzione incendi (D.M. 3 agosto 2015) che impone, in caso di isolamento a cappotto (certificato o non certificato ETICS) per edifici con quota massima compresa tra 12 e 24 metri materiali una reazione al fuoco minima D-s2,d2 (combustibilità media – emissione limitata di gas di combustione – senza limitazione per l’emissione di gocce e particelle ardenti. Materiale combustibile normalmente infiammabile!!!), mentre per edifici con quote maggiori a 24m e in edifici adibiti alla cure mediche vengono richiesti materiali con reazione al fuoco minima C-s2,d0 (combustibilità bassa – emissione limitata di gas di combustione – senza assoluta emissione di gocce e particelle ardenti. Materiali combustibile non infiammabile o difficilmente infiammabile). In caso di edifici con quota massima inferiore a 12m viene invece consigliata una reazione al fuoco E (combustibilità elevata!!!).

Seppur la stessa normativa vigente nella sua assurdità permette l’utilizzo di sistemi cappotto infiammabili, fortunatamente il Ministero dell’Interno attraverso il Dipartimento dei Vigili del Fuoco, in accordo alla decisione della Commissione Europea 2000/147/CE del 8 febbraio 2000 ha indicato al punto 4 della Lettera Circolare n°5043 del 15 aprile 2013, GUIDA TECNICA “Requisiti di sicurezza antincendio delle facciate negli edifici civili”, per i prodotti isolanti presenti in facciata, indica classe di reazione al fuoco B-s3-d0 (combustibilità media – senza limitazione nell’emissione di gas di combustione – senza assoluta emissione di gocce e particelle ardenti. Materiale incombustibile non infiammabile o difficilmente infiammabile!!!).
Purtroppo, si continua ad assistere, sia per motivi di risparmio economico che per la considerazione che una lettera circolare non è un obbligo normativo, al diffondersi sulle sugli involucri perimetrali degli edifici di cappotti con materiali a combustibilità elevata: citando la vicenda della Torre dei Moro di Milano, cappotti di benzina solida!!!

Il Comportamento in Presenza d’Acqua

Il materiale isolante in presenza d’acqua può subire modificazioni riguardanti la conducibilità termica e la maggiore attaccabilità chimica e biologica.
L’assorbimento espresso in volume percentuale % che un materiale subisce quando è posto in ambiente umido si definisce, Igroscopicità.

Ecco perché in presenza di umidità sono da evitare in maniera categorica i materiali isolanti igroscopici, sia naturali che sintetici. Al momento esistono solo due isolanti ad elevatissima resistenza alla presenza continuativa di umidità e sono il vetro cellulare (CG) ed il polistirene espanso estruso (XPS).
Il Comportamento alla Compressione

Isolare le pareti verticali non basta per ottenere il massimo delle prestazioni energetiche della tua casa; ecco perché necessita intervenire sulle superfici orizzontali: su di un lastrico solare o sopra un terrazzo e/o balcone, sopra un porticato o per degli appartamenti che hanno al piano inferiore dei box, nei sistemi di riscaldamento/raffrescamento con pannelli radianti a pavimento, nei vani porta-finestra per evitare i ponti termici ai piedi dei serramenti.

Per un sistema cappotto orizzontale diventa quindi importante un ulteriore parametro rispetto a quelli espressi sopra, che prende il nome di Resistenza a Compressione; essa esprime il grado di attitudine di un materiale a sostenere del peso, si misura in kPa (kilo Pascal) e viene indicata col simbolo σm.
Quali sono i materiali Isolanti per il
Sistema Cappotto?
I materiali isolanti possono essere suddivisi o in base alle loro ORIGINE che può essere VEGETALE, ANIMALE, SINTETICA e MINERALE o alla loro STRUTTURA, FIBROSA o CELLULARE o al loro PROCESSO PRODUTTIVO, NATURALE o ARTIFICIALE.
Sul mercato è presente una vasta gamma di materiali: da quelli sintetici quali in polistirene espanso sinterizzato (EPS), in polistirene espanso estruso (XPS), in poliuretano rigido (PU), in resine fenoliche espanse (PF) a quelli vegetali in sughero espanso (ICB), in fibra di legno (WF), in lana di legno (WW) nonché quelli minerali in lana minerale (MW), perlite espansa (EPB) e vetro cellulare (CG). Per quelli di origine animale citiamo la lana di pecora che però attualmente, non è coperta da norma armonizzata europea.

A seconda della consistenza possiamo avere panelli, materassini, feltri, trecce, fiocchi e granuli.
È importante sottolineare che il comportamento del materiale isolante è fortemente correlato alle caratteristiche complessive della stratigrafia e al posizionamento dell’isolante rispetto alla massa.
Quante e Quali sono le tipologie di Cappotto?

Esistono due tipi di isolamento a cappotto: CAPPOTTO ESTERNO e CAPPOTTO INTERNO all’abitazione. Ricordati che con sistema cappotto ci si riferisce sempre e solamente ad un isolamento di pareti verticali, solai, coperture sia piane che inclinate. Nei sistemi di isolamento per pareti, solai e coperture vi è anche il metodo dell’INSUFLAGGIO che non è un sistema cappotto, ma non può essere ignorato quando viene trattata la coibentazione dell’involucro dell’abitazione.
CAPPOTTO ESTERNO
Il cappotto esterno è quello che viene applicato sull’involucro esterno che delimita gli ambienti abitati dell’edificio; le pareti perimetrali, le superfici orizzontali (sottotetti o coperture ma anche pavimenti verso porticati o box-garage-cantine) nonché inclinate.

Il Sistema Cappotto con applicazione esterna può essere considerato il migliore intervento, fermo restando la corretta scelta del sistema e dei materiali tra quelli disponibili in commercio rispetto alle condizioni di progetto, in termini di resa termica, acustica, termo-igrometrica, resistenza al fuoco, comportamento all’acqua ed alla compressione, eliminazione dei ponti termici, in quanto è l’unico che riveste integralmente la superficie esterna proteggendola direttamente dalle perturbazioni esterne (freddo, caldo, rumore, acqua, fuoco), fungendo da barriera protettiva.

Gli svantaggi riguardano il coinvolgimento di tutto l’edificio, la necessità di ponteggi ed impalcature, tempi lunghi d’intervento tra preparazione delle superfici esistenti e posa in opera dei vari strati del sistema cappotto.
CAPPOTTO INTERNO
Questo sistema è invece quello che viene applicato sull’involucro interno che delimita sia a parete, sia a pavimento che a soffitto, la tua abitazione. Questo sistema è l’unica soluzione possibile se vivi in un condominio e vuoi isolare il tuo appartamento, o se il tuo contesto abitativo ha particolari vincoli (strutturali, tecnologici, logistici, storico-architettonici) sul perimetro esterno o se vuoi risparmiare o se sei alla ricerca di un buon isolamento termico e/o acustico rispetto ad appartamenti confinanti e/o scale-pianerottoli comuni.

Devi considerare che adottando un cappotto interno gli spazi delle stanze si riducono, gli impianti che corrono sulle pareti vanno modificati ma soprattutto non essendo un sistema continuo sul contorno dell’edificio, è inefficace contro i ponti termici (dispersioni termiche che provocano differenze di temperatura, cause di condensa e muffe).

Inoltre, seppur ci scusiamo se possiamo sembrare ai tuoi occhi ripetitivi, abbiamo già visto come, parlando di comportamento termo-igrometrico del cappotto, isolare dall’interno è sempre molto rischioso e consigliamo di farlo solo dopo aver intrapreso attente valutazioni ed analisi in quanto posizionando un isolante termico sul lato interno di una muratura, in regime invernale, si favorisce notevolmente la formazione di condensa interstiziale.
INSUFLAGGIO
L’insuflaggio è la tecnica che consiste nel soffiare materiale isolante di vario tipo nei muri dotati di intercapedini (muri a cassa vuota, tipico degli edifici costruiti tra gli anni ’60 e ’90 del secolo scorso) o negli spazi vuoti dei solai. L’intervento prevede la sigillatura di eventuali fori e successivamente l’insuflaggio (dal lat. insufflare, comp. della prep. in «sopra, dentro» e sufflare «soffiare») del materiale isolante attraverso fori praticati nel muro o sul soffitto o nel pavimento, ad una distanza di circa un metro l’uno dall’altro.

Rispetto alle precedenti tecniche di isolamento è il metodo più economico, semplice, poco invasivo oltre che versatile (si può applicare sia dall’interno che dall’esterno) e veloce.

L’efficacia dell’insuflaggio in termini di resa è però limitata in quanto il materiale isolante, non potendo distribuirsi uniformemente su tutto il perimetro dell’edificio e specificatamente dove presenti elementi strutturali o impiantistici, favorisce la formazione o l’amplificazione di ponti termici.
Come si fa a scegliere un Cappotto?
La scelta di una tipologia di cappotto (esterno, interno o insuflaggio), della sua stratificazione, piuttosto che di questo o di quel materiale isolante nonché del suo spessore dipende esclusivamente da cosa vuoi migliorare: efficienza energetica, termoregolazione, protezione acustica, resistenza al fuoco, impermeabilizzazione, protezione al Radon. Ma la scelta dipende anche dal budget che vuoi investire per ridurre la spesa energetica e migliore il comfort abitativo di casa tua.

I fattori che determinano un ottimo o un pessimo risultato sono 3, partendo sempre dalla regola aurea che incaricare un professionista abilitato è il primo passo che devi fare in quanto il cappotto è un sistema si semplice, ma basato su un complicatissimo gioco d’equilibrio:
- Progettazione: scelta del sistema corretto in relazione al risultato che si vuole ottenere; adozione di un sistema cappotto- kit marcato CE; accurato studio dei dettagli.
- Scelta Cappotto: scelta, per i cappotti esterni su pareti verticali, di sistema ETICS (External Thermal Insulation Composite System), mentre per tutti gli altri cappotti, kit con marcatura CE.
- Qualificazione Professionale Posatori: maestranze scadenti sono sinonimo di risultato pessimo. Non c’è l’obbligo normativo di affidare la realizzazione di un cappotto ad un installatore certificato, ma gli errori di posa producono fessurazioni, crepe, distacchi, infiltrazioni, riduzione dell’efficienza complessiva.

Per raggiungere ad un risultato qualitativamente condivisibile è necessario il contributo di tutti questi 3 fattori; invece, per determinare un pessimo risultato, basta che uno di questi tre fattori venga considerato come secondario. Se poi non ci si affida a professionisti o si volesse fare in autonomia, il fallimento è certo: pur avendo degli ottimi musicisti un’orchestra senza un direttore non sarà in grado di produrre della buona musica.

“Il cappotto è la scelta più difficile dell’inverno perché puoi anche essere vestita come una scappata di casa ma metti sopra un bel cappotto e taaac, super figa livello pro.”
(la_tinella, Twitter)
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cristina ruggieri lavorgna & gianfranco scatigna architetti
