Il Decreto-Legge recante “Disposizioni urgenti in materia di semplificazione edilizia e urbanistica” ha l’obiettivo di abbuonare le piccole irregolarità formali e sostanziali che possono essere presenti nella tua casa, semplificandone l’iter di regolarizzazione.
Difformità che sono rimaste silenziose per decenni, per esplodere improvvisamente e diventare fonte di gradi problemi quando scegli di ristrutturare (in quanto non potrai usufruire dei bonus edilizi), di vendere o in caso di controlli e contestazioni da parte delle amministrazioni comunali.

L’obiettivo è “liberare” gli appartamenti ostaggio di una normativa rigida e frammentata che ti ostacola nella commerciabilità e talora può precluderti l’accesso a mutui, sovvenzioni e contributi.
Il decreto interviene solo nelle casistiche di minore gravità, regolarizzando tre livelli crescenti di difformità:

- Livello 1: difformità formali derivanti da incertezze interpretative della disciplina vigente rispetto alla dimostrazione dello stato legittimo dell’immobile;
- Livello 2: difformità edilizie delle unità immobiliari, risultanti da interventi spesso stratificati nel tempo, realizzati dai proprietari dell’epoca in assenza di formale autorizzazione;
- Livello 3: parziali difformità che potevano essere sanate all’epoca di realizzazione dell’intervento, ma non sanabili oggi, a causa della disciplina della cosiddetta “doppia conformità”.
Inoltre, la nuova normativa semplifica le procedure vigenti: si supera il silenzio-rigetto e si introduce il regime di silenzio-assenso: significa che se l’Amministrazione non risponde nei tempi previsti la tua istanza è accettata (30gg per Segnalazione Certificata Inizio Attività; 45gg per Permessi in Sanatoria; per immobili soggetti a vincolo paesaggistico, si aggiungono 180gg).

La mappa delle novità:
TOLLERANZE
Si tratta delle differenze tra la tua casa ed il progetto presentato in comune, che non costituiscono più irregolarità per gli interventi realizzati entro il 24/05/2024.

Sono considerate Tolleranze Costruttive,entro il limite massimo del 5% delle misure previste nel titolo abitativo, per una superficie utile inferiore ai 100mq, entro il 4% per una superficie utile tra i 100mq e i 300mq, entro il 3% tra i 300mq e i 500mq e entro il 2% sopra i 500mq.
Sono considerate Tolleranze Esecutive il minor dimensionamento dell’edificio, la mancata realizzazione di elementi architettonici non strutturali, le irregolarità esecutive di muri esterni ed interni, la difforme ubicazione di aperture interne, la difforme esecuzione di opere rientranti nella nozione di manutenzione ordinaria, gli errori progettuali corretti in cantiere, gli errori materiali di rappresentazione progettuale delle opere.
ACCERTAMENTO di CONFORMITA’
Col Testo Unico dell’Edilizia è possibile sanare elementi costruiti senza permessi o in difformità agli stessi, attraverso lo strumento dell’Accertamento di Conformità (art. 36, D.P.R. 6 giugno 2001, n°380): se l’opera eseguita risulta conforme alla disciplina urbanistica e edilizia vigente sia al momento della realizzazione della stessa, sia al momento della presentazione della domanda.

Col Decreto Salva-Casa la richiesta della doppia conformità è stata eliminata, fatto salvo i casi più gravi.
STATO LEGITTIMO
Lo Stato Legittimo è decisivo tutte le volte che presenti una pratica legata alla tua casa: in caso di ristrutturazione o compra-vendita un professionista deve attestare che quanto inserito nel progetto è conforme a tutto quello che, negli anni, è stato dichiarato in Comune. Questa procedura, come ha dimostrato l’esperienza del superbonus, rende necessari accessi agli atti che possono bloccare i lavori o la vendita per mesi interi.

Il Decreto, allora, stabilisce che per dimostrare lo Stato Legittimo sarà sufficiente presentare il titolo che ha disciplinato l’ultimo intervento edilizio, anche in sanatoria.
EDILIZIA LIBERA
Viene, infine, allargato il perimetro dell’Edilizia Libera (art.1- comma 2 – DLgs 222/2016)facendoci rientrare le Vetrate Panoramiche Amovibili (VePa), le opere di protezione dal sole e dagli agenti atmosferici quali tende, pergole, purché non determinino spazi stabilmente chiusi e non abbiano un impatto visivo e ingombro disarmonico.

CAMBIO DESTINAZIONE D’USO
Nel rispetto di specifiche condizioni comunali, all’interno della stessa categoria funzionale, il mutamento della destinazione d’uso sarà sempre ammesso.
Tra diverse categorie funzionali, il mutamento della destinazione d’uso sarà ammesso limitatamente alle categorie residenziale, turistico-ricettiva, produttiva e direzionale, commerciale, in ogni caso, all’interno delle zone: centro storico, residenziali consolidate, residenziali in espansione.

Inoltre per le unità immobiliari poste al primo piano fuori terra, il passaggio alla destinazione residenziale (ad esempio la trasformazione di un negozio in una residenza o il cambio da box ad appartamento) è ammessa nei soli casi espressamente previsti dal piano urbanistico e dal regolamento edilizio.
COSTO
Una sanzione commisurata all’aumento di valore dell’immobile: in alcuni casi la messa in regola sarà automatica, in altri costerà da mille a 30.984,00 €uro.
Infine, tieni presente che lo Sportello Unico del Comune in cui è situata la tua casa potrà, comunque, condizionare la regolarizzazione a interventi considerati essenziali per garantire il rispetto delle norme igieniche, di sicurezza, di efficientamento energetico o di rimozione delle barriere architettoniche.
(C. Brandi, storico dell’arte)
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cristina ruggieri lavorgna & gianfranco scatigna architetti
