Dal 2.0 al 3.0 opportunità, regole e differenze con l’Ecobonus per chi vuole rendere la propria abitazione più efficiente
Cos’è il Conto Termico?
Il Conto Termico è un incentivo statale gestito dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici), che sostiene gli interventi volti a migliorare l’efficienza energetica e a produrre energia termica da fonti rinnovabili negli edifici esistenti.
A differenza dell’Ecobonus, il Conto Termico non è una detrazione fiscale, ma un contributo diretto a fondo perduto, erogato in tempi variabili (da 60 giorni a 5 anni dall’approvazione della domanda). Per i proprietari di case singole, villette o appartamenti in condominio, significa poter ottenere un rimborso immediato di parte della spesa sostenuta per rinnovare impianti e tecnologie legate al riscaldamento, all’acqua calda sanitaria o alle fonti rinnovabili.
Chi può beneficiarne?
Per quanto riguarda le abitazioni private, oggetto d’interesse delle nostre trattazionei, possono accedere:
- Persone fisiche proprietarie o detentrici dell’immobile;
- Condomini, per interventi su impianti centralizzati o parti comuni;
Gli interventi ammessi, tuttavia, differiscono a seconda della versione del Conto Termico (2.0 o 3.0).
Conto Termico 2.0 valido fino al 31 dicembre 2025

Interventi ammessi per privati
Per le abitazioni, le principali categorie di intervento finanziabili sono:
- Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con sistemi ad alta efficienza: pompe di calore, caldaie a biomassa, sistemi ibridi;
- Installazione di collettori solari termici, anche per integrazione al riscaldamento o per piscine e strutture sportive;
- Sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua a pompa di calore;
- Interventi combinati di regolazione e controllo (cronotermostati evoluti, valvole termostatiche, ecc.);
- Interventi integrati con sistemi di accumulo o domotica energetica, se abbinati a impianti incentivabili.
Il contributo può arrivare fino al 65 % della spesa riconosciuta, a seconda del tipo di impianto e della sua efficienza.
Come funziona il contributo del Conto Termico?
Il Conto Termico non rimborsa l’importo in fattura, ma riconosce un contributo calcolato secondo parametri tecnici standard stabiliti dal GSE. È un meccanismo “a tabella”: il valore dell’incentivo si determina in base a tipologia di intervento, potenza dell’impianto, zona climatica e prestazioni energetiche — non sul prezzo effettivamente pagato.
Calcolo dell’incentivo
Il GSE utilizza tabulati ufficiali che assegnano un valore unitario (in €/kW o €/m²) a ciascun tipo di impianto. L’importo riconosciuto dipende da:
- Tipo di generatore installato (pompa di calore, solare termico, biomassa, ecc.);
- Potenza nominale o superficie captante;
- Rendimento energetico e certificazione;
- Zona climatica (da A a F);
- Eventuali maggiorazioni per sistemi di regolazione evoluti o installazioni combinate.
Il contributo massimo può arrivare fino al 65 % del costo riconosciuto (non di quello fatturato). Ad esempio: una pompa di calore aria-acqua da 10 kW può ricevere circa 190 €/kW, per un incentivo totale di 1 900 €.
Se l’impianto costa 4 000 €, il rimborso corrisponderà al 47,5%; se costa 3 000 €, salirà al 63%.
L’incentivo è quindi parametrico e oggettivo, non proporzionale alla spesa.
Erogazione
- Se l’importo totale è fino a 5 000 €, il contributo arriva in un’unica soluzione;
- Se supera tale soglia, il GSE lo eroga in rate annuali costanti da 2 a 5 anni.
Tutti i pagamenti avvengono tramite bonifico diretto sul conto del beneficiario.
Documentazione necessaria
Il proprietario deve presentare domanda entro 60 giorni dalla fine dei lavori tramite il portale PortalTermico GSE, allegando:
- Fatture e schede tecniche dei componenti;
- Dichiarazione del tecnico installatore;
- Foto ante e post intervento;
- Eventuali certificazioni di prestazione.
Dopo la verifica, il GSE comunica l’importo riconosciuto, la modalità di erogazione e il piano di pagamento.
Come si calcola l’incentivo del Conto Termico
| Parametro considerato | Descrizione |
| Tipologia di intervento | Es. pompa di calore, solare termico, biomassa |
| Potenza / superficie | kW o m² dichiarati nel progetto |
| Zona climatica | A–F (secondo D.P.R. 412/1993) |
| Rendimento energetico | Maggiore efficienza → incentivo più alto |
| Tabella GSE di riferimento | Determina valore unitario €/kW o €/m² |
| Modalità di erogazione | Unica soluzione (< 5 000 €) o rate (2–5 anni) |
| Percentuale finale | Fino al 65 % del costo riconosciuto |
L’importo non è calcolato sul valore della fattura, ma sui parametri standard GSE.
Conto Termico 3.0 — in arrivo dal 25 dicembre 2025

Il nuovo Conto Termico 3.0 (DM 7 agosto 2025) introdurrà aggiornamenti e ampliamenti, ma sarà effettivamente operativo solo dopo la pubblicazione delle Regole Attuative GSE (dovrebbero essere pubblicate dal GSE entro il 25 febbraio 2026). L’obiettivo è rendere il meccanismo più efficiente, accessibile e integrato con la transizione energetica nazionale.
Novità principali per i privati
- Incentivi per impianti ibridi ad alta efficienza, pompe di calore, biomassa certificata;
- Estensione agli impianti solari termici combinati e, in prospettiva, a sistemi fotovoltaici con accumulo se integrati con impianti termici;
- Possibilità di includere colonnine di ricarica elettrica abbinate a sistemi di produzione rinnovabile;
- Massimali di spesa e percentuali di incentivo più alti rispetto al 2.0.
In attesa del decreto applicativo, resta in vigore il Conto Termico 2.0 fino al 31 dicembre 2025.
Meglio CONTO TERMICO o ECOBONUS?
| Caratteristica | Conto Termico | Ecobonus |
| Tipo incentivo | Contributo diretto (GSE) | Detrazione fiscale (IRPEF) |
| Oggetto lavori | Impianti termici, fonti rinnovabili | Involucro edilizio, infissi, impianti |
| Modalità | Domanda online al GSE | Dichiarazione redditi |
| Erogazione | Bonifico in 1 o più rate | Recupero in 10 anni |
| Percentuale | Fino al 65 % costo riconosciuto | 36–50% su spesa effettiva |
| Scadenza | 31 dicembre 2025 (versione 2.0) | Fino al 2025, proroghe annuali |
| Ideale per | Impianti termici e fonti rinnovabili | Ristrutturazioni più ampie |
In sintesi:
- Se devi sostituire impianti o introdurre fonti rinnovabili, il Conto Termico è lo strumento più veloce e concreto.
- Se stai ristrutturando la CASA e includi interventi di Efficientamento e Riqualificazione Energetica, l’Ecobonus resta la scelta più adatta.
QUINDI?
Per chi possiede una casa, il Conto Termico rappresenta una reale opportunità: un modo pratico per ridurre i costi energetici, migliorare il comfort e contribuire alla sostenibilità.
Entro il 2025, si potrà ancora sfruttare la versione 2.0, già collaudata e con regole chiare; dal 2026, il nuovo Conto Termico 3.0 promette strumenti più flessibili e moderni.

In ogni caso, è fondamentale scegliere impianti certificati e garantiti, rivolgersi a installatori qualificati e verificare in anticipo le tabelle GSE per stimare il contributo reale.
Solo così l’incentivo si trasforma in un vero investimento di valore — per la casa, per chi la abita e per l’ambiente.
“Nella vita ci sono cose ben più importanti del denaro. Il guaio è che ci vogliono i soldi per comprarle!”.
(Groucho Marx)
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cristina ruggieri lavorgna & gianfranco scatigna architetti
