Quando si ristruttura casa si pensa quasi sempre alle cose più visibili: pavimenti, bagni, cucina, illuminazione, arredi. La sicurezza, invece, spesso arriva dopo. A volte addirittura quando la casa è già finita.
Eppure, l’impianto di allarme è uno di quegli elementi che ha molto più senso progettare durante la ristrutturazione, non dopo. Non solo per ragioni tecniche, ma anche per una questione di integrazione con gli altri impianti e con l’insieme della casa.
Vediamo quindi come orientarsi.
Impianto di allarme, antifurto antintrusione: sono la stessa cosa?

Nel linguaggio comune questi tre termini vengono spesso usati come sinonimi. In realtà indicano concetti leggermente diversi.
Impianto di allarme è il termine più generico. Indica qualsiasi sistema in grado di segnalare un evento anomalo.
Impianto antifurto è il modo più diffuso con cui si indica il sistema di protezione della casa contro i furti.
Impianto antintrusione, invece, è il termine tecnico utilizzato nelle normative e nel settore della sicurezza. Indica un sistema progettato per rilevare e segnalare un tentativo di accesso non autorizzato.
Nella pratica domestica i tre termini vengono utilizzati in modo intercambiabile, ma è utile sapere che il concetto corretto, dal punto di vista tecnico, è proprio impianto antintrusione.
Da cosa deve proteggere un impianto antintrusione?

Un sistema di sicurezza domestica funziona davvero bene quando non si limita a “proteggere la porta”, ma quando è progettato considerando tutti i livelli di accesso alla casa.
In generale si parla di tre livelli di protezione:
- protezione degli accessi
- protezione delle superfici
- protezione dei volumi interni
Il modo in cui questi livelli vengono progettati cambia molto tra una casa indipendente e un appartamento.
Come cambia la sicurezza tra casa indipendente e appartamento?

In una casa indipendente il sistema di sicurezza può essere progettato su più livelli.
Si parte dall’esterno con la protezione della recinzione o del perimetro del giardino, si passa poi ai muri esterni e al tetto, quindi agli accessi veri e propri, come porte e finestre, fino ad arrivare alla protezione degli spazi interni.
In un appartamento, invece, la situazione è diversa. Non abbiamo il giardino o la recinzione, ma possiamo avere balconi, finestre e porta di ingresso.
La protezione si concentra quindi sui muri perimetrali e sugli accessi, oltre naturalmente al controllo dei volumi interni.
Ogni casa ha quindi una propria strategia di sicurezza. Non esiste un impianto standard valido per tutti.
Quali sono i componenti principali di un impianto antintrusione?

Un sistema di sicurezza domestica è composto da diversi elementi che lavorano insieme.
La centrale
La centrale è il cervello dell’impianto. Riceve i segnali dai sensori, li interpreta e decide cosa fare: attivare le sirene, inviare una segnalazione o comunicare con l’esterno.
Il combinatore telefonico
È il dispositivo che consente al sistema di comunicare con l’esterno, inviando notifiche al proprietario, a numeri preimpostati o a eventuali centrali di vigilanza.
Oggi spesso è integrato nella centrale e può utilizzare linea telefonica, rete internet o rete mobile.
Come viene segnalata un’intrusione?

Quando il sistema rileva un’anomalia entrano in funzione gli avvisatori.
I più comuni sono:
- sirena interna
- sirena esterna
La sirena esterna ha anche una funzione di deterrente: la sua presenza comunica immediatamente che l’immobile è protetto.
Come si attiva o disattiva l’impianto?

Per inserire o disinserire l’allarme si utilizzano diversi dispositivi.
I più diffusi sono:
- tastiere di comando
- lettori transponder o badge
- telecomandi
- app su smartphone
Le applicazioni mobili oggi permettono anche di controllare lo stato dell’impianto e gestirlo a distanza.
Come rileva un’intrusione il sistema?

I sensori sono gli occhi dell’impianto.
Per la protezione degli accessi troviamo:
- contatti magnetici su porte e finestre
- sensori di rottura vetri
- sensori di apertura o sollevamento delle tapparelle
Per il controllo degli spazi interni vengono utilizzati sensori di movimento, tra cui:
- sensori a infrarossi (che rilevano il calore del corpo umano)
- sensori a microonde (che rilevano variazioni nello spazio)
- sensori volumetrici o a pavimento in casi specifici.
Meglio un impianto filare o wireless?

Quando si ristruttura casa questa è una delle domande più frequenti.
Un impianto filare collega tutti i dispositivi tramite cavi. È molto stabile, non dipende dalle batterie e garantisce grande affidabilità nel tempo. Di contro richiede passaggi murari e quindi è più semplice da installare durante una ristrutturazione.
Un impianto wireless, invece, utilizza collegamenti radio tra i dispositivi. È più semplice da installare anche in abitazioni già finite, ma richiede la gestione delle batterie e può essere più sensibile alle interferenze.
Oggi molti sistemi utilizzano soluzioni ibride, combinando entrambe le tecnologie.
Quanto deve essere sicuro un impianto antintrusione?

La normativa europea CEI EN 50131-1 classifica gli impianti antintrusione in quattro livelli di prestazione, in funzione del rischio.
Livello 1 – rischio basso
Presuppone intrusi con conoscenze limitate e strumenti facilmente reperibili.
Livello 2 – rischio medio-basso
È il livello più diffuso nelle abitazioni private. Si considera la possibilità che l’intruso abbia una minima conoscenza dei sistemi di sicurezza e utilizzi strumenti di uso comune.
Livello 3 – rischio medio-alto
È previsto per contesti dove l’intruso può avere buona conoscenza dei sistemi di sicurezza e utilizzare attrezzature più sofisticate.
Livello 4 – rischio alto
È il livello massimo e riguarda contesti ad altissimo rischio, dove l’intrusione può essere pianificata con strumenti avanzati.
Nella maggior parte delle abitazioni private si installano impianti di livello 2.
Meglio acquistare l’impianto o noleggiarlo?

Oggi il mercato offre due modelli principali.
Il primo è il modello tradizionale: acquisto dell’impianto e installazione, con eventuale contratto di assistenza e manutenzione.
Il secondo è il modello in abbonamento. In questo caso il sistema viene fornito in comodato o noleggio e include servizi come:
- monitoraggio remoto
- gestione delle segnalazioni
- collegamento a centrale operativa
- eventuale intervento di vigilanza
È un modello simile a quello degli abbonamenti televisivi o internet.
Impianto antintrusione e videosorveglianza sono la stessa cosa?

No.
L’impianto di allarme serve a rilevare un’intrusione e segnalarla immediatamente.
La videosorveglianza, invece, serve a monitorare e registrare ciò che accade in un determinato spazio.
Spesso i due sistemi vengono integrati, ma svolgono funzioni differenti.
Perché conviene progettare l’allarme durante la ristrutturazione?
Quando si ristruttura casa è possibile integrare l’impianto di sicurezza in modo ordinato, invisibile e coerente con gli altri impianti.
Questo permette di:
- evitare lavori successivi
- nascondere cablaggi e dispositivi
- integrare il sistema con domotica e smart home
- progettare una sicurezza realmente su misura
La sicurezza funziona meglio quando viene pensata insieme alla casa, non aggiunta dopo.
Errori da evitare quando installi un impianto di allarme

Quando si decide di installare un sistema di sicurezza domestica, gli errori più frequenti non riguardano la tecnologia ma la progettazione del sistema.
Installarlo dopo la ristrutturazione. Inserire l’impianto quando la casa è già finita significa spesso accettare compromessi tecnici o estetici.
Proteggere solo la porta d’ingresso. In realtà gli accessi sono molti di più: finestre, balconi, giardino, superfici perimetrali.
Pensare solo ai sensori di movimento. La sicurezza migliore nasce dalla combinazione di più livelli di protezione: accessi, superfici e volumi.
Non considerare le abitudini di chi vive la casa. Una casa con bambini, animali domestici o orari diversi richiede scelte specifiche.
Scegliere solo in base al prezzo. Affidabilità, assistenza e manutenzione sono elementi importanti quanto la tecnologia.
Concludendo
La sicurezza, invece, è una di quelle cose che funzionano meglio quando non si vedono, ma sono state progettate bene. Un impianto antintrusione non è semplicemente una sirena o un sensore. È un sistema che protegge lo spazio in cui viviamo ogni giorno e che, proprio per questo, ha senso essere pensato insieme alla casa, non aggiunto dopo.
Perché la sicurezza, come molti altri aspetti dell’abitare, funziona meglio quando nasce dalla prevenzione. Ed è proprio questo il principio che dovrebbe guidare ogni progetto di casa: anticipare i problemi prima che si presentino.

“Un’oncia di prevenzione vale una libbra di cura.”.
(Benjamin Franklin)
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cristina ruggieri lavorgna & gianfranco scatigna architetti
